ABOUT ME

Nel 2021 ho gli stessi anni del 2020 più uno, ma anche gli stessi del 2011 più dieci. Insomma, ogni anno che passa mi sento gli stessi anni. E’ una questione di gioventù interna. Probabilmente il mio timer non intende andare avanti come quello degli altri. Aspettate, mi spiego meglio. Il timer cammina, e non c’è verso di farlo nemmeno rallentare, è la mia percezione dell’età che non va di pari passo alla realtà. Sono un ragazzino di  60 anni, e nonostante i capelli bianchi, la pelata più o meno presente; l’incanutimento delle cellule pilifere e di quelle epiteliali, ho voglia ancora di giocare. Se potessi giocherei a “tincolo“, o “a palline“, o con le figurine. Attenzione lo faccio: sfido mio figlio (e perdo regolarmente) ai giochi della play station; vinco, non sempre ma spesso, al più straordinario manageriale calcistico che c’è per il PC, quel Football Manager, che mi ospita anche come un suo ricercatore italiano. Anche questa è una passione!

Sono nato in una città che si trova a 35 chilometri a sud dalla Capitale. Un luogo ameno che si chiama Artena. La città è conosciuta almeno per tre situazioni. Artena ha il Centro Storico non carrabile (dove non passano le automobili) più vasto d’Italia, composto da vicoli, viuzze, riseghe, losanghe, tutte formate da gradoni selciati con sampietrini – “sergi” – posti per la prima volta alla fine del XIX secolo. I “sergi” sono sempre gli stessi da allora, si rovinano certamente, ma vengono aggiustati e rimessi in sito. Nella mia città si cammina davvero nella storia. Altra caratteristica che distingue Artena è la presenza di Muli all’interno del Paese, proprio perché la caratteristica fisica consente i trasporti solo grazie a questi miti animali che “scorrazzano” su e giù per la città dalla mattina all’imbrunire. Ultima caratteristica è quella che la mia città è conosciuta come la Città dei briganti, perché per tutto il XIX secolo Artena (che a quel tempo si chiamava Montefortino) è stata sensibilmente distinta da una criminalità da record.

La mia passione più grande è quella della parola.

La parole sono belle perchè ti permettono di descrivere ogni cosa: il sentimento più profondo; l’angoscia lacerante, l’amore immenso e quello fisico. Ti permettono, con i punti e le virgole, di dare un senso a una frase e al pensiero che quella frase esprime. Le parole uccidono – si dice più della spada – ed entusiasmano, deludono, deprimono, ma allo stesso tempo ti riempiono di gioia. Non siate mai parchi di parole perchè esse sono sogni e i sogni non devono morire mai! Affidate i vostri pensieri alle parole. I vostri pensieri fateli parlare, ci sarà sempre qualcuno che ve ne sarà riconoscente. Anche se a volte sembrano sconvenienti, quelle parole, alla fine, saranno il grimaldello per aprire i cuori delle persone. Ditele, fatele uscire dalla vostra bocca, date fiato ai vostri pensieri, fateli parlare, createvi un sogno, cavalcatelo, magari illudetevi con lui (il sogno), ma fatelo! Litigate, urlate, disperatevi; sono anche quelle parole che fanno bene. Quante volte avrei voluto dire, e non ho detto; e quante volte questo mi è costato. Pensateci a tutte le volte che avete rinunciato alle parole, pensate a quello che vi siete persi: magari un bacio, una carezza, uno schiaffo, l’amore, l’odio; tutte cose che non torneranno più così come le avevano immaginate quelle parole che non avete detto. Il mondo ha bisogno delle parole. Io ho un disperato bisogno delle parole, di dirle e di sentirmele dire; di scriverle e di leggerle.

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!

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