LA TORRE COME UN GIARDINO

TORNIAMO A PARLARE DELLA TORRE DELL’ACQUA CHE DA ORRENDO MANUFATTO DEL DOPOGUERRA POTREBBE DIVENTARE ATTRATTIVA CULTURALE/TURISTICA DELLA CITTA’

Partiamo da un presupposto: il verde pensile si sta sviluppando anche in Italia. Anzi, se dobbiamo essere precisi, la tecnologia dei giardini pensili è sempre più riconosciuta nel Mondo come una delle soluzioni efficaci e durature a molti dei problemi delle città moderne. Le straordinarie qualità dei giardini pensili danno l’opportunità di affrontare situazioni vitali come la qualità dell’aria, l’inquinamento, il risparmio energetico e consentono un miglioramento del clima urbano, oltre ad essere una risorsa turistica e un’attrattiva culturale.

In quest’ambiente potrebbe rientrare la Torre dell’Acqua, oggi orribile testimonianza di un progresso locale realizzato a suon di cemento tra gli anni cinquanta e sessanta, senza tenere conto di un Piano di Ricostruzione che, invece, era stato redatto a opera d’arte.

Più volte in questo blog abbiamo sollecitato un intervento risolutivo su questo manufatto, non di proprietà comunale, che fino a qualche anno fa aveva una ragione – anche utile – di esistere, ma che con le nuove tecnologie e con gli ultimi lavori che l’Acea (ente proprietario del manufatto) sta eseguendo ad Artena, rimarrebbe solamente una presenza intrusa in un panorama già di per se mortificato da scelte urbanistiche non proprio felici.

Nei mesi scorsi si è aperto un dibattito sui social che aveva per oggetto il destino della Torre di Artena. Hanno parlato architetti, ingegneri, urbanisti, gente comune; ognuno di loro aveva espresso la soluzione che riteneva adeguata.

Anche gli organi amministrativi si erano esposti: molti erano per l’abbattimento, altri per la riqualificazione.

Nel frattempo sul tetto della Torre continuano a crescere alberi, che prima erano cespugli, poi arbusti e ora veri e propri tronchi che si liberano in verticale.

Non sappiamo se c’è qualcuno che monitora la crescita, che stia attento che le radici non penetrino in profondità causando danni anche alla struttura, quello che notiamo è questa presenza curiosa che potrebbe essere una caratteristica da sfruttare.

A quella Torre sono affezionato. Immaginate tutte le mattine, da quando avevo tre anni, appena aprivo la finestra della mia camera, quella era la prima cosa che vedevo: una compagna silenziosa ma allo stesso tempo ingombrante.

Ora, però, pensandoci attentamente, visti anche quegli alberi sul tetto, la proposta che mi viene in mente di fare non è più quella dell’abbattimento ma di una riqualificazione che tenga conto dell’aspetto culturale, turistico, climatico e della qualità della vita delle persone.

Come abbiamo detto all’inizio, il verde pensile è ormai di moda e allora sfruttiamolo anche noi. Permettiamo la crescita di alberi e fiori sul tetto della Torre, sotto l’occhio vigile di agronomi, evidentemente.

A Pisa c’è, ad esempio, il Giardino pensile dell’Ussero, un luogo il cui godimento della natura, dei colori e dei profumi connota sia un aspetto culturale sia un aspetto sociale, per non parlare del Giardino a Gradoni del Palazzo Borromeo a Isola bella.

Un caso simile al nostro è quello rappresentato dalla Torre Guinigi a Lucca, che sul tetto ha ben sette lecci, arrivati lassù non si da quando e come. Certo la Torre Guinigi è un capolavoro del trecento che ha una valenza storica medievale notevole, niente a che vedere con la Torre dell’Acqua di Artena, però l’idea turistica non è peregrina.

L’edificio, poi, potrebbe essere sede di musei, di biblioteche, di attività culturali e dall’alto si potrebbe ammirare un panorama di rispetto circondato da alberi e da un giardino pensile. Pensateci: potrebbe essere un polo attrattivo di rilievo, una potenziale forma di guadagno culturale per la nostra Città, anche se, nel tempo, mai Artena ha dimostrato di saper approfittare delle sue potenzialità turistiche/culturali, eppure sono l’unico modo per evitare di cadere nell’anonimato.

Un pensiero riguardo “LA TORRE COME UN GIARDINO

  1. Bellissima idea 👍🏿👍🏿

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