L’ARTMOSFERA DI GIAKO

GIACOMO ROIA, NOSTRO CONCITTADINO, E’ UNO DEGLI ARTISTI DI STRADA PIU’ BRAVI OGGI IN ITALIA, E HA GRANDE SUCCESSO ANCHE ALL’ESTERO

Giacomo Roia, in arte Giako, in un suo particolare esercizio

Giacomo Roia è una dell’eccellenze di Artena. E’ un’artista di strada ed è tra i più bravi che oggi sono in Italia, a tal punto che le sue performance hanno una visibilità mondiale. E’ stato molto spesso all’estero dove ha vissuto e si è esibito. Vogliamo farvelo conoscere meglio.

Giacomo, o meglio, Giako che è il tuo nome d’arte, innanzitutto raccontaci i paesi in cui hai vissuto?

Buongiorno a tutti i lettori di questo blog. Allora, a riguardo c’è una cosa di cui vado particolarmente fiero: quella di aver avuto la possibilità di toccare tutti e cinque i Continenti ,pero i paesi in cui mi sono fermato più di tre mesi e quindi ho lasciato un po’ Il mio cuore sono stati: Spagna, Australia, India , Norvegia, Messico e Stati Uniti”.

Raccontaci che cosa è ARTMOSFERA, una sorta di casa tua artistica?

Che Bella domanda. Artmosfera non sono io, non è un personaggio, l’Artmosfera  è un luogo, è una sensazione … L’artmosfera è tutto quello che racchiude la sfera della poesia ,del linguaggio senza parole, è uno stato emotivo che porta il pubblico alla calma attraverso l’arte. Artmosfera è una ragione di Vita”.

Hai avuto due esperienze in Rai, la prima con la trasmissione Si può fare, di Carlo Conti, dove hai insegnato la tua arte a Fiona May, e poi, lo scorso anno a I Soliti Ignoti quando ti sei presentato con tuo padre. Raccontacele.

“La prima esperienza in Rai fu con Carlo Conti con il programma “Si Puo fare” dove ho avuto la possibilità di insegnare la mia disciplina a Fiona May e a Roberto Ciufoli, componente della Premiata Ditta. Lavorare in televisione per due settimane è sempre bello e andarci come insegnante è stato ancora più gratificante, dato che ho rappresentato la mia disciplina. Fiona may è una super atleta, persona molto molto seria che prende sul serio qualsiasi sfida. Con Roberto, invece, c’è stato subito un bel legame, ci siamo visti anche fuori dal programma ,siamo andati in varie occasione a cena fuori e a spettacoli a teatro. La seconda esperienza invece è stata qualche mese fa ai a I Soliti Ignoti con Amadeus , la cosa Bella è che papà Memmo è stato invitato come personaggio misterioso… E’ stata un esperienza molto bella secondo me, anche se papa non direbbe lo stesso. Si è sentito molto a disagio davanti alle telecamere e comunque uno studio televisivo mette sempre un po’ di strizza. Io mi sono divertito vedendolo, mi faceva strano averlo vicino in una situazione del genere, però è stata un opportunità per fargli vedere quanta strada sto facendo e voglio continuare a fare. Nel mezzo ho fatto anche un reality show su La 7, si chiamava A Cena da Me…e l’ho Vinto”.

Negli ultimi anni oltre a queste apparizioni televisive, hai fatto certamente altre cose, parlaci degli spettacoli a cui hai partecipato.

Ormai mi sono dedico al mestiere dell’arte performativa da quasi 20 anni, per molti anni i miei palchi sono  state le strade e le piazze del mondo. Amo particolarmente l’arte di strada, perche mi ha dato la possibilità di mettermi in mostra, e soprattutto di vivere la vita che ho sempre sognato. Vedo il mio lavoro non come un passa tempo ma come un vero e proprio mestiere. Per anni ho sono sceso in piazza tutti i santi giorni dal lunedì alla Domenica, anche quando non c erano persone in giro. L’obiettivo era imparare il più possibile a come approcciare il pubblico, capire cosa significa mettere a proprio agio persone che non conosci e farlo in pochissimo tempo. Dopo tanti anni di sudore e strada, sono cominciati ad arrivare i primi ingaggi importanti. Uno fra questi è la direzione artistica, durante il carnevale di Venezia, di due eventi molto importanti in collaborazione con l’atelier Sogno Veneziano di Giulia Russolo. Nei cinque anni, Venezia e il Carnevale sono stati una seconda casa. Oltre a questo , proprio in piena pandemia ho ricevuto un ingaggio davvero molto importante che è quello di essere uno dei protagonisti d uno spettacolo a dir poco incredibile su un isola privata delle Maldive dove mi sono esibito con artisti di fama mondiale che lavorano da anni al Cirque de Soleil  come stelle indiscusse. L’emozione è stata grande, io non ho mai studiato nelle scuole, e ho imparato tutto da solo facendo una gavetta interminabile(come giusto che sia), e ritrovarsi sul palco in una situazione del genere con artisti del genere, beh potete immaginare la mia felicità”.

In clima di emergenza sanitaria parlaci dei tuoi programmi futuri.

Questa Pandemia è stato un po’ un mazzata. Non solo per problemi sanitari che sta provocando ma anche perché in questo momento storico sono diventato Papa di Ettore, mio figlio, la gioia più grande della mia vita, e la situazione non mi fa godere appieno di questa mia felicità immensa. Onestamente parlando, non è facile per la mia categoria, che insieme ai lavoratori dello spettacolo è stata abbondonata a se stessa, come se noi tutti fossi diventati dei fantasmi. Ad oggi sono è un anno e tre mesi che i teatri italiani sono chiusi, senza un protocollo, senza speranza. Sicuramente a breve ci saranno delle riaperture, ma rimane il fatto che ancora una volta la Cultura, secondo le istituzione, non è essenziale. Fidati, che nel cuore di qualsiasi lavoratore dello spettacolo questa cosa è orribile, perchè è come se tutte le ore passate davanti a uno specchio o in una palestra ad allenarti a creare qualcosa di unico, siano state inutili, come se non fossero necessarie alle società. Io sto comunque continuando a lottare per la mia categoria, scendendo in piazza facendo degli spettacoli clandestini dove parlo, appunto, con le persone che trovo della situazione che stiamo vivendo e facendo poi un piccolo spettacolo. Questa è l unico modo che ho per protestare e per proteggere la cultura”.

Ecco Giako nel resort alle Maldive lavorare con alcuni componenti del Cirque de Soleil

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