ISTITUITO IL PREMIO MIRELLA AIMATI

GRAZIE ALL’INIIATIVA DEL MARITO DOTTOR MARIO PAGLIEI, IL LICEO SCIENTIFICO “MARCONI” DI COLLEFERRO HA PROGRAMMATO DUE BORSE DI STUDIO ANNUALI PER GLI STUDENTI CHE SI DISTINGUERRANNO NELLA MATEMATICA

La professoressa Mirella Aimati

Al Liceo Scientifico di Colleferro “G. Marconi” è stato istituito il premio Mirella Aimati, compianta docente di matematica, scomparsa a ottobre 2020 dopo una lunga malattia.

Il premio è stato voluto fortemente dal marito dottor Mario Pagliei e l’iniziativa è stata accolta con favore ed entusiasmo dal dirigente scolastico il professor Antonio Saponebe dall’intera comunità scolastica dell’istituto “Marconi”.

Il premio Mirella Aimati consiste nell’assegnazione di due borse di studio del valore di 500 euro ciascuna, da assegnare all’inizio dell’anno scolastico a due studenti che nell’anno precedente abbiano conseguito il miglior risultato in matematica fra gli allievi delle classi prime e seconde del Liceo Scientifico “Marconi” di Colleferro.

Mirella Aimati era nata ad Artena a gennaio del 1950. Tra il 1964 e il 1969 frequentò proprio il liceo scientifico di Colleferro, dove si diplomò a luglio del 1969.

Fu in quegli anni che maturò in lei il desiderio di insegnare la matematica ai ragazzi delle scuole. Ad ottobre del 1969 si iscrisse alla facoltà di  Matematica presso l’università La Sapienza di Roma, dove si laureò a luglio del 1973, dopo meno di quattro anni di studio.

Nello stesso anno, a settembre, rientrò al Liceo Scientifico di Colleferro che l’aveva vista studentessa fino a quattro anni prima, ma questa volta vi entrò come la Professoressa Aimati.

Dopo aver lavorato in altri istituti, nel 1982 rientrò nel liceo di Colleferro dove insegnò per 25 anni, fino al 2007, quando raggiunse la pensione.

Di Mirella Aimati tutti apprezzavano la qualità e la competenza con cui insegnava la matetica agli studenti del biennio, da cui sapeva farsi benvolere, anche per quel suo carattere dolce, per le sue grandi doti umane e per quel sorriso sempre presente sul volto.

Mirella era una nobilissima rappresentante di Crognalito, un luogo mitico e spettacoloso di Artena, che lei aveva vissuto negli anni cinquanta e sessanta, gli anni più belli. Era la figlia più piccola di sei, l’orgoglio dell’intera famiglia,  l’orgoglio di Letizia, la madre che nel nome racchiudeva tutte le sue doti; di Remigio, il padre, un uomo che era venuto dal nulla, nel vero senso del significato, ma che ha dato vita a stelle lucenti. Mirella era la stessa più potente, quella con più luce.

Ho avuto la fortuna di averla conosciuta, di aver potuto condividere qualche suo pezzo di vita. Ringrazio il Padreterno che mi ha concesso questo privilegio e ringrazio il dottor Mario Pagliei che ha reso ancora più nobile il nome di Mirella Aimati.

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