RIDIAMO LA MADONNA DELLE LETIZIE A SANTA MARIA

LA PROPOSTA E’ QUELLA DI RIPORTARE UN’IMMAGINE O UNA STATUA O UN QUADRO DELLA MADONNA DELLE LETIZIE, NELLA CHIESA A LEI DEDICATA. CI SONO TANTI ARTISTI AD ARTENA CHE POTREBBERO OCCUPARSI DI FARLO

Chiesa d Santa Maria delle Letizie

Solitamente le Chiese hanno nel loro interno immagini, statue, quadri o affreschi, che rappresentano il personaggio sacro a cui è intitolato l’edificio. Per fare esempi concreti: la Chiesa del Rosario di Artena contiene la Statua della Madonna del Rosario; quella di Macere, intitolata a Francesco e Teresa, ha al suo interno le statue dei due Santi, così è al Colubro con la statua di San Giovanni, e così è in tutte le chiese italiane.

Ad Artena, però, abbiamo un caso di una chiesa intitolata ma al suo interno non c’è l’immagine del titolo.

Parlo della Chiesa di Santa Maria delle Letizie che i più conoscono come la Chiesa di Santa Maria ed è la fedele custode della sacra Immagine della Madonne delle Grazie ma il titolo della chiesa è ben più remoto della Statua della Madonna delle Grazie presente, ed è dedicato a una Madonna che nell’iconografia diffusa ricorda molto da vicino la dea Giunone.

Si racconta che l’edificio di Santa Maria è il luogo sacro più vecchio presente sul nostro territorio. È nel sito ancor prima della costituzione del patrimonio di San Pietro e gli antichi abitanti lo avevano elevato, dedicandolo alla dea Giunone.

Si tratta di una divinità che i romani avevano innalzato a protettrice del matrimonio e del parto, talmente importante per Roma che, con il passare degli anni, divenne protettrice dell’intero impero. È la più importante divinità femminile in quanto sposa di Giove. Formò, appunto con Giove e la dea Minerva, la Triade Capitolina, cioè un gruppo di divinità superiori per identificare la grandezza di Roma anche da un punto di vista religioso. Il culto per la Triade divenne talmente grande che si costruirono templi dedicati alle tre divinità in ogni parte dell’impero. È chiaro, allora, che è del tutto probabile che Santa Maria originariamente fosse un tempio dedicato a Giunone. A questi si aggiunga che la colonna che sostiene l’antichissima acquasantiera che è nell’edificio, reca nei lati, a basso rilievo, i simboli della Triade Capitolina: l’aquila per Giove, il pavone per Giunone e la civetta per Minerva. Non c’è alcuna fonte, però, che conferma quanto ho scritto, ma solo ipotesi e illazioni formulate da alcuni storici e studiosi.

Giunone nell’Iconografia classica

È anche vero che il titolo di Madonna delle Letizie, è sintomatico in quanto “Juno sospite mater reginae letitiae” e cioè Giunone protettrice madre e regina nella letizia.

Di questa chiesa di Artena, si ha memoria, comunque, già dal 1182, quando papa Lucio III., attraverso la bolla “et ordis rationis ex postulat” concesse la competenza della Chiesa “in castro Mons Fortini eccelsiam Santa Mariae”, al vescovo di Segni.

Si presume, quindi, che l’invocazione di Madonna delle Letizie è davvero molto antica, molto di più del culto che la città ha riservato per la Madonna delle Grazie.

All’interno dell’edifico, infatti, la prima Statua ad essere presente è stata proprio quella dedicata alla Madonna delle Letizie. Le cronache raccontano che “nell’altra maggiore vi è il simulacro della beatissima Vergine delle Letizie a sedere col bambino similmente a sedere nel grembo, fatta di legno, colorata, situata e collocata dentro una proporzionata nicchia ornata di marmi antichi, nei quali sono scolpiti di basso rilievo, quattro Angeli in piedi…

Questa Statua è stata presente fino al 31 gennaio 1944 e fino ad allora aveva condiviso la fede mariana degli artenesi con la Madonna delle Grazie, che era stata spostata nella chiesa alla fine del seicento.

La leggenda narra che le due statue si parlavano, e che la Madonna delle Letizie aveva un certo risentimento nei confronti dell’altra Madonna, che era arrivata dopo ma che veniva portata in processione con grande giubilo del popolo.

Esso i, mo’ va la pomposella” (ecco adesso va la fanatica) diceva la Madonna delle Letizie riferendosi al fatto che la Madonna delle Grazie usciva in processione. I racconti, più fantastici che veri, raccontano che ogni qual volta si doveva portare in processione la Madonna delle Letizie, cominciava a piovere a tal punto da costringere tutti i fedeli a tornarsene a casa.

Gli artenesi, quindi, si affezionarono molto di più alla Madonna delle Grazie, accrescendo fede e desiderio, rendendola miracolosa e coronata.

L’amata Madonna delle Grazie

Sarà un caso, ma della Madonna delle Letizie di Artena non si trovano in circolazione né foto né disegni e quindi, quando il 31 gennaio 1944, la Statua andò distrutta dal bombardamento, della Madonna delle Letizie sparì coscienza quasi del tutto.

La proposta che mi sento di avanzare alla chiesa, ma anche all’amministrazione Pubblica e, perché no, anche a qualche privato capace, è quella di ripristinare la Madonna delle Letizie a Santa Maria. Una descrizione, seppur sommaria, l’abbiamo, è necessario solo sapere se scolpirla o dipingerla su quadro. Questa seconda ipotesi, per il momento, appare più praticabile, anche considerato gli artisti nel settore che vivono ad Artena.

Sarebbe bello che per i 150 anni del nome di Artena (tra due anni) si potesse avere nuovamente un’immagine della Madonna delle Letizie a cui è dedicata la Chiesa più antica di Artena.

2 pensieri riguardo “RIDIAMO LA MADONNA DELLE LETIZIE A SANTA MARIA

  1. Antonella Ciucci 27 febbraio 2021 — 10:47

    Carissimo Vittorio, mi permetto di dire che, a quanto ne so io e dai racconti di mia nonna Maria, la frase che la tradizione vuole ” esso mo va la pomposella” non fosse “fanatica” piuttosto “tutta ggiustata coglio bbetuccio beglio”, mentre Lei in processione usciva la statua così com’era, senza vestiti e fronzoli. È vero anche che fosse una Madonna seduta con in braccio il Bambinello che portava su una mano una sfera raffigurante il mondo. Sidiceva che, quando quella sfera si fosse staccata dalla manina di Gesù, sarebbe stata la fine del mondo. Si racconta, ma non so sia veritiero, che nell’ultima uscita della Madonna delle Letizie in processione, quella sfera si staccò o comunque si danneggio’, tutti pensarono a cosa sarebbe accaduto e da lì a poco scoppiò la seconda guerra mondiale. Perdonami le inesattezze, se ci sono, questa è la traduzione orale dei nostri vecchi… Con la stima e l’affetto di sempre ti auguro buon lavoro e complimenti perché i tuoi articoli sono sempre molto interessanti!!!

    Ava

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  2. pacifico felici 27 febbraio 2021 — 16:35

    Caro Vittorio, permettimi qualche precisazione; il titolo delle Letizie (Laetiziarum = fecondità) si riferisce alla Dea Giunone come propriziatrice di Fecondità. Giunone è la dea della nascita, del matrimonio, della famiglia, della maternità e delle donne nell’antica Roma. Da un osservazione attenta dei quadri devozionali della chiesa di S.Maria, vi è un quadro realizzato da Assia Busiri Vivi Olsoufieff, sorella di Daria moglie di Valerio Borghese, ove si può dedurre la fattezza dell’Immagine della Madonna delle Letizie, circondata da una processione di fraticelli. Il quadro è stato dipinto dopo una bozza suggerita da chi ha provveduto all’interramento della testa del bambino, unico resto della statua. Il luogo dell’interramento è alla fine, verso la strada, del muro rimasto in piedi dopo il bombardamento.

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