2020. L’ORRIBILE ANNO CHE SE NE STA ANDANDO

I FATTI E I MISFATTI CHE CI HANNO REGALATO QUESTI DODICI MESI. ARTENA E’ UNA BELLEZZA INCOMPRESA E INCOMPRENSIBILE. TROPPA VOLTE DIMENTICATA MA ALTRETTANTE OSCURATA DAI NOSTRI COMPORTAMENTI

Tirare le somme di questo 2020 che sta andando via, è difficoltoso per la nostra comunità. Lo è per tutte le città italiane perché quest’anno è stato caratterizzato (lo è ancora) dall’emergenza sanitaria, ad Artena, però, a questo già di per sé profondo e pericoloso problema, se ne sono aggiunti certamente altri ancor di più insostenibili che hanno fatto saltare il banco, rendendo la nostra Città ancora più debole.

Nel 2020 Artena non è stata una Città con la faccia illuminata, anche se per Natale il trucco delle luminarie è ammissibile, anche se non deve farci dimenticare le reali condizioni di questo luogo.

Artena è confinata in un limbo di grigiore, di malinconia, di tristezza e di angoscia. È ormai una città sola, fuori dalle logiche politiche e da quelle civiche, e la pandemia ha evidenziato ancora di più queste negligenze.

Nella prima ondata, tra marzo e giugno scorsi, se proprio dobbiamo dirla tutta, la Città è stata tra le prime ad operare un sistema comportamentale che non ha permesso al virus di diffondersi.

Merito dell’amministrazione pubblica e nello specifico del sindaco che è il responsabile dell’aspetto sanitario della Città. Criticato per le sue chiusure o per gli ingressi contingentati nelle grandi strutture seguendo l’ordine alfabetico delle persone, e per i suoi comunicati quotidiani sull’andamento del virus in Città, che hanno, però, permesso di monitorare al meglio la situazione, Angelini ci ha messo la faccia praticamente da solo. In un’intervista su un periodico del territorio di giugno scorso, il sindaco disse di aver lavorato pensando alla salvaguardia della salute pubblica e di ogni cittadino e la scarsa diffusione del virus lo ha confermato.

Purtroppo, quell’attenzione non si è riscontrata nella seconda ondata del virus, e ancora oggi Artena lamenta quasi cento positivi e tantissime persone in quarantena, ed è stato fatto poco per arginare il proliferarsi del covid tra novembre e dicembre.

Il virus ha ucciso anche ad Artena. Ha fatto molto scalpore la morte di Osvaldo Romolo ad aprile, perché ci avvicinò alla brutta realtà di quel momento. Tutta la comunità si strinse attorno alla famiglia di Osvaldo, e seppur in lockdown stretto, riuscì a fare arrivare la vicinanza alla moglie e ai figli. In questa seconda ondata ci sono da registrare ulteriori decessi causa infezione da covid e tanti, troppi, ricoveri in ospedale.

A questa, che è una grandissima tragedia planetaria, se ne è aggiunta un’altra ancora più forte, che sta ancora oggi lasciando strascichi e chissà per quanto durerà ancora: la morte di Willy nella notte fra il 5 e il 6 settembre.

In mezzo Mondo hanno conosciuto Artena perché i quattro arrestati per l’omicidio del ragazzo vivono nella nostra Città.

Ho avuto l’opportunità di scrivere sulla morte del giovane palianese, quindi chi mi segue sa come la penso, in questo contesto mi preme sottolineare che un’intera Città ha subìto la gogna mediatica del dopo tragedia. Ci siamo sentiti tutti colpevoli e responsabili: le istituzioni, le autorità, i semplici cittadini.

Anche se le colpe sono personali, come società avremmo dovuto chiedere scusa e non lo abbiamo fatto e questo è stato un atto di inutile arroganza e protervia: ogni tanto essere umili non è segno di debolezza ma di grande e profonda virtù morale, che ci avrebbe consentito di riconoscere i nostri limiti ma anche i pregi.

Sant’Agostino diceva che “l’umiltà rende gli uomini uguali agli Angeli”, e siccome è certo che Willy è un Angelo, avremmo certamente compreso meglio la portata della tragedia perché saremmo stati Lui.

Per non farci mancare nulla, nel 2020, alla fine di ottobre, sono arrivati ulteriori fatti gravi che hanno annichilito la Città. Gli arresti del sindaco Angelini e dell’Assessore Pecorari, posti subito ai domiciliari, colti da un’inchiesta che coinvolge ben 22 persone fra amministratori, impiegati comunali e imprenditori.

La Magistratura ha indagato e sta indagando, quindi il tempo e i processi diranno se i reati ascritti saranno confermati. Nessuno di noi, nel frattempo, può permettersi di giungere a conclusioni, sarebbero affrettate, avventate e anche inappropriate considerato che non si conoscono le carte. L’aspetto politico-amministrativo, però, ha risentito e risente di questa situazione. Il Comune è amministrato oggi dal vice sindaco Talone e da una giunta civica. Mentre l’opposizione grida allo scandalo, la maggioranza ha fatto sapere che vuole andare avanti.  Nello specifico, ognuno ha il diritto di comportarsi come meglio crede, alla fine si assumerà la responsabilità di quanto fatto (maggioranza e opposizione senza distinzione) di fronte agli elettori, adesso, fra sei mesi o fra tre anni.

Il 2020 è stato l’anno che non ha visto effettuarsi alcune manifestazioni tradizionali. Non c’è stato il Palio, che però ha nominato un nuovo presidente nella persona di Glauco Bucci e che ha allestito, ad agosto, una mini sfilata storica per presentare un drappo speciale dedicato alle vittime del covid.

Non c’è stata la Processione della Madonna delle Grazie, che è l’evento a cui ogni Cittadino è più legato, anche quelli che non credono a certe manifestazioni religiose. La Processione, in tre secoli, ha subito solo quattro interruzioni, tre durante le guerre mondiali e una quest’anno.

A febbraio è arrivata una buona notizia sul fronte gastronomico. Lo Gnocco Longo di Artena è stato inserito tra i piatti della cultura gastronomica italiana, una sorta di piatto a denominazione controllata e protetta, un’eccellenza della gastronomia italiana. Il fatto è passato sotto silenzio come quasi tutte le cose belle che accadono in questo Paese, e ne accadono, però è più conveniente mettere in risalto gli errori degli altri che vantarne la qualità.

Il 2020 è l’anno in cui è morto padre Osvaldo Salvi, che è stato parroco di Santa Maria di Gesù per tantissimi anni e prima ancora superiore del convento dei frati francescani. Una figura di notevole carisma al di là dell’abito che indossava.

Erminio Latini, sindaco di Artena tra il 1992 e il 2005, a luglio del 2020 viene colto da malore e resta in ospedale per quasi tre mesi. A fianco a lui c’è un altro ex sindaco di Artena, Vittorio Fiorentini. I due si fanno fotografare insieme, così sanciscono una pace dopo circa venti anni di rivalità. Ora stanno meglio ed è quello che più conta.

Simone Lorenzo Prosperi si laurea per l’ennesima volta campione italiano di tiro a squadra con il suo team della Polizia di Stato.

Per ultimo lasciatemi ricordare la nascita di un nuovo organo di stampa a diffusione telematica. A giugno, infatti, viene pubblicato il numero zero di Altra Artena, la città che desideriamo.

Di solito ad ogni fine anno da questo blog, nomino, a mio parere, il personaggio artenese dell’anno. In questo 2020 ho difficoltà a individuare donna o uomo che si siano particolarmente distinti. Aspetto suggerimenti. Buona fine e buon principio a tutti.

2 pensieri riguardo “2020. L’ORRIBILE ANNO CHE SE NE STA ANDANDO

  1. Maria Florica Grossu 27 dicembre 2020 — 11:24

    Ho letto con attenzione,e se sono artenese da poco,mi sta a cuore tutto quello che riguarda il posto in cui vivo!Colgo l’occasione per fare gli Auguri!a lei e a tutti gli artenesi!

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  2. una relazione di fine anno di questo anno è evidentemente di basso profilo, come ben descritto da Vittorio, speriamo bene per il 2021 per tanti motivi, iniziando con il vaccino anti covid, alla situazione amministrava della città e soprattutto al riscatto morale e culturale, AUGURI DI FINE ANNO

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