NEMMENO UNA MANO DI BIANCO

Alcuni mesi fa (sottolineo mesi non giorni, prima del Covid di Febbraio) scrissi su questo stesso blog di un mortificante degrado che accoglieva il forestiero (ma anche e soprattutto il residente) all’ingresso del nuovo tratto di strada tra via del Santuario e via dell’Arco Oscuro. Questo nuovo tratto di cemento grigio, che dal parcheggio di via del Santuario porta al centro del Centro Storico, evitando a molti residenti fatica e sudore, continua ad essere ricettacolo di mortificanti imbarazzi.

Da quella strada, che taglia di netto la montagna sul crinale basso dello sprofondo di Santa Croce, si può vedere, anche se bisogna farci caso, dalla parte opposta dello sperone calcareo verticale, una serie infinita (e inimmaginabile) di rifiuti, che scendono dalla parete dello sprofondo. La zona, oggi completamente ricoperta di vegetazione, nasconde una serie di grotte che subito dopo la guerra erano mete dei molti bambini che abitavano il Paese.

Più visibili sono i rifiuti abbandonati da giorni a lato della stradina, e ancora più visibili sono le imbarazzanti scritte sul muro bianco all’ingresso del Centro Storico. Le scritte, volgari e sessiste, sono le stesse che notammo e denunciammo proprio alcuni mesi fa, ma da allora, a quanto pare, nessuno si è preso la briga nemmeno di dare una mano di bianco e cancellarle. E’ chiaro che avrebbe dovuto pensarci, e anche rapidamente, l’ufficio preposto dell’Ente Locale, ma forse non hanno letto la nostra denuncia e non è che quell’ufficio ha solo questa mortificazione a cui pensare, però siamo all’ingresso della Città Vecchia, all’ingresso di uno straordinario gioiello storico, paesaggistico e architettonico, forse, per questo, la mano di bianco si sarebbe dovuta mettere in testa alle priorità.

E’ come invitare un amico a casa, che quando entra nell’ingresso trova le pareti sporche. La prima impressione è quella che conta, non si discute, e la casa del nostro amico anche fosse una reggia, sarebbe ricordata sempre per le pareti dell’ingresso sporche.

Si era paventata l’ipotesi che il Comitato di quartiere del Centro Storico voleva adoperare quelle pareti per degli affreschi, delle scene tradizionali, realizzate da muralisti, ma la cosa non si è ancora concretizzata, quindi una mano di bianco sarebbe costata al Comune zero lire e mezz’ora del tempo di un operaio. Possibile che non c’è stato mai il tempo?

Detto questo, però, è anche vero che i rifiuti sul costone dello sprofondo o ai lati della strada, e le scritte su muri di quell’ingresso, non le ha fatte il Comune di Artena, ma noi cittadini, magari qualche residente. Sarebbe davvero bello che gli stessi cittadini che hanno deturpato l’ambiente, avessero un rigurgito di civile buon senso e fossero loro stessi a risistemare le cose. Chiediamo tanto?

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