WILLY E’ MIO FIGLIO, MIO FRATELLO, MIO PADRE

FIACCOLATA CON OLTRE TREMILA PERSONE PER RICORDARE LA MEMORIA DEL RAGAZZO DI PALIANO UCCISO A COLLEFERRO

Il murales dedicato a Willy

In più di tremila ad Artena per la fiaccolata che la comunità artenese ha voluto dedicare a Willy Duarte, a memoria, a onore, a esempio. A memoria affinchè la sua morte non sia un sacrificio vano, a onore in quanto Uomo di considerazione enorme sul piano morale e sociale, a esempio perché il comportamento di Willy può e deve fungere da modello positivo per gli altri. E’ spiegato tutto molto bene nel murales realizzato da Alex Zaharia: “Il vero guerriero non usa la forza ma il coraggio”. Ecco, questo deve essere il motto di ognuno di noi: affrontare la quotidianità con valore ed eroismo, lasciando la spavalderia, la sventatezza, la vigliaccheria a quelli che le usano per imporre la forza ed incutere timore. In altri articoli ho descritto Willy come eroe gigantesco contemporaneo: un novello Luther King, Gandhi, Madre Teresa che, come Willy, usavano la forza delle parole e della persuasione a quelle delle mani, della violenza, della prevaricazione. In tremila e oltre, hanno testimoniato che Willy è nostro figlio, è nostro fratello, è nostro padre. “E’ figlio di Artena” ha detto il sindaco Angelini, e lo è davvero. E’ il figlio di tutti quei padri e quelle madri che ieri hanno sfilato in silenzio, è il fratello di migliaia di giovani, tutti in bianco, che erano lì, in prima fila, è il padre dei bambini, ce n’erano tanti, che hanno accompagnato la fiaccolata per l’intero tragitto. E ancora una volta abbiamo ricevuto una lezione di vita dalla famiglia di Willy, che è venuta ad Artena, testimoniando anche qui una dignità e una compostezza esercitata in maniera nobile nel senso più alto del termine e non in quello del blasone. La fiaccolata si è conclusa con la consegna di una targa ricordo della Città di Artena alla mamma di Willy. Sottolineo, in ultimo, le parole di don Antonio che mi sono sembrate appropriate e definitive. Il sacerdote ha detto che si è parlato troppo, a volte senza sapere, ci si è riempiti la bocca di verità, scatenando reazioni e contro reazioni. Ora è il tempo del silenzio, ha concluso don Antonio, della preghiera della vicinanza all’anima di Willy.

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