ADDIO A CARLETTO JO BARBIERE

CARLO LANNA E’ MORTO IL 14 SETTEMBRE. IL RICORDO DI UN AMICO

La barberia di Carletto la trovate in piazza a fianco a quella che era la pasticceria di Antonio e alla vecchia farmacia. E’ un solo locale, dove due sedie per la professione sono una a fianco all’altra, di fronte a una parete di specchi. In quei venti metri quadrati, da più di quaranta anni Carlo Lanna faceva barba e capelli. Era un’istituzione, tanto da meritarsi l’appellativo di Carletto jo barbiere. Carlo ci ha lasciato ieri 14 settembre, dopo una malattia che ultimamente lo aveva molto segnato. Lo avevo visto l’ultima volta una decina di giorni fa, al bar da Paino, dove era solito stare quando non lavorava. Bastava attraversare la strada per arrivare da Ernesto e Cinzia, Là, con Guido, attorniato dai suoi amici più cari, passava quel poco tempo tra una barba e un taglio di capelli. Carlo era un uomo serio, segnato dalla tragedia della moglie, morta giovane un po’ di anni fa, con un figlio, Massimiliano, ancora adolescente da crescere. Oggi Massimiliano è un fior di uomo con i principi sani, segno che il lavoro solitario di Carlo nei suoi confronti è stato faticoso, ma alla fine ha raggiunto lo scopo, e non è mai facile per un padre single crescere un ragazzo nel bel mezzo della tempesta ormonale fisica ma anche morale. La prima volta che entrai in quel locale potevo avere quattordici anni (oggi sono quasi a sessanta). Volevo cambiare barbiere. Fino allora i capelli me li tagliava il mitico Giovanni alla via Nova, però volevo un taglio più moderno, e quindi scelsi Carlo perché era giovane, “scapigliato” nel senso che rappresentava la gioventù del tempo, siamo nel 1975 circa, e aveva un passato da musicista e non guastava per la mia scelta: un musicista è già di per se un’artista. Per tutti gli anni sessanta Carlo aveva fatto parte dei gruppi musicali artenesi, suonando anche jazz e blues, che in quegli anni era considerata musica moderna anche se nata ancor prima delle canzonette pop del tempo. In realtà Carlo ha sempre suonato e ha continuato a farlo fino a qualche mese fa. Ha allestito spettacoli nella piazza dove insiste la sua barberia, ha partecipato spesso al Palio delle Contrade accompagnando il Centro Storico nella gara delle canzoni. La frequentazione con Carletto è proseguita anche perché, facendo per hobby l’allenatore di calcio, ho allenato per due tre anni Massimiliano bambino, che era un bello stopper (come si diceva una volta) e Carlo veniva a godersi la partita, lo faceva con la passione di un padre che vede il figlio giocare, ma con il distacco del genitore che sa che il figlio in quell’ambiente è in buone mani. Mai una parola di troppo, mai un urlaccio, mai un consiglio non richiesto. Non come oggi quando tra gli spettatori di una partita di calcio di ragazzini si sentono cose irrepetibili. Avevo tagliato i capelli da lui prima del lookdown: era febbraio, qualche giorno prima del mio compleanno. Lui aveva riso quando gli avevo chiesto i capelli quasi a zero. “Perché è necessario che te li tagli allora?”, come a dire che i capelli non li avevo più (e aveva ragione) ed era inutile il taglio a zero: erano così naturalmente. Ironico al punto giusto, non amava mettersi in mostra né nella sua professione, né da musicista, anche se lo avrebbe meritato, ma lui era umile, anche se quando parlava era come una sentenza. Carletto era un artigiano nel più alto valore che ha la parola “artigiano”: Artista! Ciao Amico mio.

Un pensiero riguardo “ADDIO A CARLETTO JO BARBIERE

  1. Mi dispiace tanto no avere più un amico come Carletto, anche se amici saremmo per sempre, ciao cubano mi diceva sempre, e partiva la nostra chiacchierata sul più e il meno con un café o una birretta en mano, condividevano la passione per la música parlavamo da musiscista a musiscista, altro non posso ne voglio dire… Preferisco fare onore a la sua umiltà, grazie Carletto di essere stato mio amico barbiere, un abbraccio eterno e fa buon viaggio.

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