Ricordiamo Notre Dame de Paris dopo dieci anni

DIECI ANNI DA NOTRE DAME DE PARIS VERSIONE BILATO. COMMOZIONE, SUGGESTIONE, EMOZIONE. QUALCUNO AUSPICA UNA NUOVA PRODUZIONE DELLO SPETTACOLO

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La più importante produzione artistica nata per desiderio di soli concittadini artenesi compie dieci anni. Era questo il periodo, nel 2010, quando Carlotta Bilato e il suo gruppo attualmente della Cento per Cento studio danza, decisero di proporre al pubblico un saggio di fine anno accademico completamente diverso dai soliti, e propose al pubblico lo spettacolo Notre Dame de Paris.

Fu un successo clamoroso replicato ben quattro volte, anche fuori da Artena, e fu la prima volta che quello che doveva essere un saggio, divenne molto di più, divenne uno spettacolo richiesto in molte altre città, e segnò la linea di demarcazione fra i saggi accademici prima del 2010 e quelli successivi.

Carlotta Bilato, ballerina, insegnate di danza, coreografa, regista direttore artistico e presidente della Cento per Cento studio danza, dopo Notre Dame de Paris, ideò una serie di spettacoli che sono rimasti nell’immaginario collettivo. L’anno dopo arrivò Sette spose per sette fratelli, poi ancora Pinocchio e Sister act.

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Oggi, però, ci preme festeggiare i dieci anni di Notre Dame de Paris, che Carlotta affidò per la parte prettamente ballata alle allieve e agli allievi della scuola, ma per i personaggi principali, sfidò ogni regola di buonsenso, dando i ruoli da protagonista a persone che facevano altro nella vita, imponendo loro di ballare e cantare.

Quindi ai professionisti della danza, mischiò impiegati pubblici, operai, studenti, insegnati, che dopo tre mesi di prova sapevano ballare (almeno avevano i primi rudimenti) e andavano al tempo con la musica.

 

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La figura di Quasimodo, lo storpio campanaro della cattedrale, fu affidata a Sandro Palone della compagnia Esso Chissi. Esmeralda, la bella gitana, era la ballerina Liana Fanfoni, unica che conosceva la materia artistica del gruppo attoriale. Frollo, il perfido arcidiacono, ero io, mentre Clopin, il re della corte dei miracoli, era Samuele Caratelli. Il ruolo di Febo, comandante della guarda di Frollo, era Gabriele Notarfonso, e il narratore della vicenda, Gringoire, era Piero Nicolini. Parteciparono alla produzione anche Emiliano Cancia e Walter Apolli.

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Tutte le corografie, basate sulle musiche di Riccardo Cocciante e sui testi di Pasquale Panella, furono della stessa Carlotta, che partecipò anche come ballerina e fu la regista dello spettacolo, prodotto da Enrico De Santis. Da ricordare le stupende scenografie di Giuseppe Carocci che fece un lavoro eccezionale.

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Le repliche di Artena furono un successo clamoroso e registrarono un pienone di pubblico senza precedenti. Ma anche a Valmontone e Lariano il pubblico rimase incantato.

A dieci anni di distanza era il caso di ricordare quell’estate artenese così ricca di emozione e suggestione suscitate da quell’edizione di Notre Dame de Paris.

(le foto sono dello studio Bruno Cardei)

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