Osvaldo, il suo ultimo viaggio terreno

OGGI 5 APRILE, GIORNO DELLE PALME, SARA PER SEMPRE RICORDATO COME IL GIORNO IN CUI IL NOSTRO CONCITTADINO, DECEDUTO PER COVID, TORNERA’ DEFINITIVAMENTE AD ARTENA E POI NELLA CASA DEL PADRE

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In questo giorno che dovrebbe essere un giorno di festa, il nostro amico e concittadino Osvaldo Romolo, tornerà ad Artena per il suo ultimo viaggio. Lo farà da solo, senza alcuno che lo accompagnerà, arriverà al cimitero di Artena e troverà il Sindaco ad attenderlo, e sarà lui a rappresentare l’intera comunità, che si è stretta attorno alla famiglia di Osvaldo, ad Adele e ai piccoli Virginia, Agnese, Michele e Alessandro.

Quando ieri mattina ho saputo della morte di Osvaldo, ho avuto un dolore lancinante, non che io fossi un suo amico abituale, ma ero legato a lui da una stima, che era reciproca ne sono sicuro, che gli riconoscevo per quello che aveva costruito attorno a se. Non parlo solo della famiglia evidentemente, parlo delle relazioni sociali con i suoi concittadini, parlo del lavoro, che aveva messo in atto mattone dopo mattone: sacrificio, sudore, determinazione e passione. Aveva la mia età, eravamo stati per pochi mesi anche a scuola insieme alle medie. Dopo quel breve periodo, lo rividi dopo dieci anni circa, quando mi fidanzai. Sua sorella era una delle migliori amiche di mia moglie, talmente amiche che si erano sentite l’altro ieri (lo facevano molto più spesso da quando Osvaldo era in ospedale), e lei, affranta ma speranzosa, le aveva raccontato di un lievissimo miglioramento di Osvaldo, anche se non era stato ancora tolto dalla macchina artificiale che lo faceva respirare.

Poi, la mattina successiva è arrivata la notizia della sua scomparsa.

Ho subito immaginato Adele, donna forte, risoluta, anche lei determinata, contagiata e quindi impossibilitata a muoversi, l’ho immaginata a consolare Virginia, Agnese, Michele e Alessandro, e nessuno che consolava lei, nessuno che era con lei a tenerle la mano, ad abbracciarla. L’ho immaginata stretta nel cuore dal dolore, ma allo stesso tempo aperta nell’animo per fare stare meglio i figli.

Questa morte, che ha colpito l’intera comunità artenese e in special modo quella di Macere, una campagna allargata a case più o meno vicine, dove i poco più di mille abitanti si conoscono tutti, questa morte, dicevo, è impossibile da digerire ed è impossibile da elaborare il lutto che ne consegue, perchè tutto il percorso di Osvaldo è stato solo suo, su un letto di una camera intensiva, con attorno solo camici bianchi e volti sconosciuti. Sono volti che in quel momento fatto tutto per te, si spaccano le ossa, si fanno in quattro, ma non sono i tuoi affetti, le tue consuetudini, le tue certezze.

Quanto sarà mancata a Osvaldo la risata di Adele o la dolcezza dei figli? E, se anche sedato, pensate che una parola d’amore non lo avrebbe aiutato?

Probabilmente non lo avrebbe guarito, avrebbe però lenito il dolore di Adele e dei figli.

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Osvaldo a Macere era amico di tutti: era buono e generoso; disponibile nel lavoro e nella vita. Il forno, che teneva praticamente sotto casa, era una bellissima attività fiorente, che si reggeva con mille sacrifici, talmente tanti, che ad un certo punto Osvaldo ha allentato di molto la frequenza con gli amici del cuore.

Il lavoro veniva prima di tutto. Non prima della famiglia evidentemente, che amava con ogni sua forza, come amava la vita, come amava vivere senza egoismo e con generosità. Non si mettono al mondo quattro figli se non ami la vita, se non ami la condivisione, se non ami la confusione straordinaria che riempie una casa piena di bambini.

E alla mitezza, un’altra dote che contraddistingueva Osvaldo, faceva da contraltare spesso la gioia di trastullarsi con i figli, stare con loro il più possibile, seguirli, ma allo stesso tempo crescerli indipendenti.

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Osvaldo mancherà cara Adele a Te, mancherà ai ragazzi, mancherà ai famigliari, ma Osvaldo mancherà a tutti quello che lo hanno conosciuto a Macere e ad Artena.

Mentre scrivo il sindaco comunica che la Città potrà partecipare al cordoglio e al dolore della famiglia, potrà farlo questa sera alle ore 21:00, esponendo davanti alle porte di casa o alle finestre o nei terrazzi, una candela o un lumino, a testimonianza di un solidale abbraccio alla famiglia.

Saremo in tanti a farlo.

Un abbraccio ad Adele a ai ragazzi.

Un pensiero riguardo “Osvaldo, il suo ultimo viaggio terreno

  1. Patrizia fisco 5 aprile 2020 — 16:01

    Ciao Osvaldo…ci mancherai e soprattutto la tua allegria..simpatia e il sorriso stampato sul tuo viso !! La tua prematura scomparsa ci ha reso invulnerabili difronte a tanta sofferenza !!😢..Ora sei in paradiso con le persone a te care con le quali hai condiviso i bei momenti sulla terra!!! Riposa in pace e soprattutto veglia attraverso le preghiere la tua famiglia..in primis i bimbi che hanno perso un papà speciale ..sempre pronto a dare il meglio di se’!!! Il tuo ricordo rimarrà scolpito nei nostri scrigni …”Il Cuore “♥️

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