Storie sulla Madonna delle Grazie

ANEDDOTI E CURIOSITA’ SULLA SACRA IMMAGINE VENERATA AD ARTENA IN QUESTI ULTIMI 289 ANNI.

La festa della Madonna delle Grazie di Artena, dovrebbe svolgersi il prossimo 16 maggio. Il condizionale è d’obbligo con la situazione che si è generata. Non so cosa abbiano in mente gli organizzatori, credo che un piano alternativo sia in itinere, ma, anche in questo caso, sarà necessaria ogni tipo di verifica. Sarebbe la prima volta, cari concittadini, che dal dopoguerra ad oggi, la processione della beneamata Vergine di Artena non potrà essere effettuata. Non so se nel XVIII e nel XIV secolo la festa abbia avuto qualche interruzione, nel XX secolo probabilmente qualche volta è saltata, soprattutto negli anni di guerra.

Mi auguro e auspico che da qui al 16 maggio qualcosa possa cambiare, ma certamente non ci sarà, almeno nei prossimi mesi, la possibilità di assembramenti, anche a virus sconfitto.

Vi voglio raccontare, però, alcune storie sulla Madonna delle Grazie.

Come molti di voi sapranno, la prima cerimonia è stata effettuata il sabato 19 maggio 1731, quando l’arciprete di Santa Maria Don Simone Vaccari ebbe l’ordine dal capitolo diocesano di portare in processione la Sacra Immagine.

La Statua era stata costruita nel 1569 e portata nel piccolo convento di San Michele Arcangelo, situato nella selva di costa Sepeta. Quando poi il convento fu soppresso, la Sacra Immagine fu portata alla chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Letizie, e qui venne collocata in una cappella a sinistra dell’altare maggiore, quella che era dedicata a S. Lorenzo[1].

IMG_9848

All’inizio non vi era particolare devozione per questa Immagine, perché la titolare della Chiesa era la Vergine delle Letizie, ma poi la fede s’ingigantì per le richieste di grazia che, a detta dei richiedenti, venivano tutte esaudite.

La prima processione fu un tripudio di folla. La Statua venne fatta arrivare, con immensa fatica, fino all’ingresso della porta di sopra (fordeporta) dove sostò qualche ora, e poi riportata a Santa Maria, attraverso la strada scoscesa fatta tutta a tornanti che attraversava la foresta.

Circa quarant’anni più tardi da quella prima volta, l’arciprete Don Gerolamo Carocci, che fu per 44 anni canonico di Santa Maria, si accorse che la Statua stava completamente deteriorandosi, Ne informò il capitolo della Chiesa, e ben presto si cercò un’artista per il restauro della statua.

Don Amedeo Vitelli, nel suo libro Notizie storiche della collegiata di Santa Maria delle Letizie, scrive che “venne chiamato un ottimo scultore e pittore, Giuseppe Folchi da Sora che in dieci giorni riuscì a modellare la nuova Immagine”. Secondo le sue ricerche, infatti, il capitolo aveva ordinato che si scolpisse una nuova Statua[2].

In realtà Don Gerolamo Carocci su questo punto appare chiaro, e lo scrive nel documento ufficiale dell’atto del restauro.

Il giorno 18 settembre dell’anno del Signore 1769 per mano del signor Giuseppe Folchi dell’Isola di Sora, egregio pittore e insigne scultore, fu iniziata l’Immagine sotto il titolo di Santa Maria delle Grazie, che da duecento anni se ne ha memoria a voce e non per iscritto, fu restaurata in pessimo stato ridotta, così dalla polvere di legno di tiglio, e da avere come risultato polvere di farina, con somma diligenza dello stesso signor Giuseppe Folchi, fu scolpita sopra e pitturata ad olio, ed il giorno 28 dello stesso mese di settembre fu rispettosamente riportata nel suo luogo e posta sulla Cappella[3].

Dall’atto, sembrerebbe che effettivamente il Folchi avesse scolpito una nuova Statua, ma altre testimonianze abbastanza attendibili dicono, invece, che il restauro non fu integrale, perché il Folchi si limitò al restauro di un piede della Vergine e della mano destra del Bambino. Ridipinse inoltre, il volto della Madonna con quello sguardo dolcissimo che spira confidenza e fiducia, con il bambino che è pieno di grazia infantile. Dobbiamo a Giuseppe Folchi, allora, quel volto meraviglioso che pare guardarti ovunque tu sia. E ti guarda senza giudicarti, piuttosto ti commisera, ti capisce, forse è anche complice, certo, ti colpisce e ti emoziona: è lo sguardo della mamma.

Fu in quel periodo che la Statua venne per la prima volta vestita con un abito che ricorda quello attuale. L’abito fu donato da donna Anna Maria Salviati, moglie di Marcantonio III Borghese.

Nel 1794 l’amministrazione comunale di Montefortino, decise di realizzare una strada più retta che da Santa Maria giungesse alla porta di sopra. Disboscarono tutta la zona conosciuta oggi come costagliardini e realizzarono questa strada con enormi massi di pietra che venivano tenuti insieme da terra di riporto. La strada era decisamente più ripida della precedente, ma in cinque minuti si andava dal Paese alla Chiesa di Santa Maria. Era d’obbligo realizzare questa strada proprio per rendere più agevole l’arrivo alla Chiesa, che in caso contrario rischiava davvero di scomparire. Proprio quell’anno, forse grazie a questa nuova strada, si decise che la Processione doveva entrare nel Paese e raggiungere la Chiesa di Santa Croce. Non è certo se proprio in quell’anno fosse codificata la permanenza di una settimana nella collegiata, è certo, però, che in quell’anno fu fatta realizzare la nuova macchina che avrebbe portato in processione la Statua.

IMG_9845

Fu chiamato uno dei più valenti falegnami e scultori che era presente a Montefortino, un’artista per quei tempi, che era arrivato da qualche anno un Città e aveva acquistato l’intero palazzone in via del Crognaleto, proprio sotto Santa Croce, si chiamava Pietro Ricasoli. Questi realizzò una macchina processionale che durò per quasi due secoli e fu distrutta solamente dal bombardamento del 1944.

IMG_9849

IMG_E9850

Nel 1828 l’Immagine della Madonna delle Grazie di Artena e quella del Bambino, furono ritenute miracolose e per questo le teste delle statue furono coronate[4]. E’ l’opportunità, finalmente, per farle conoscere in tutto lo Stato Pontificio. Per l’occasione si decise che la Statua avrebbe dovuto avere un nuovo manto. Ad occuparsene, con un ricamo d’oro finissimo, fu Suor Maria Celeste Prosperi di Montefortino, priora della casa delle Vipresche, il monastero costruito a Roma nel 1668 per accogliere ragazze orfane, anziane zitelle e vedove.

Era d’obbligo che le Statue coronate della Vergine, avessero la concessione da parte del Vaticano, di un santino da esporre e consegnare ai fedeli.

La prima Immagine è del 1858 e l’incarico di disegnarla era stato dato a Cesare Mariani, un’affreschista della scuola romana, che si era messo in luce per le decorazioni della volta di Santa Maria in Monticelli a Roma, dove dipinse anche i due quadri ai lati dell’altare.

untitled

IMG_E9798

Mariani arrivò a Montefortino in un giorno di febbraio del 1858, fu portato di fronte alla Statua che era stata vestita per l’occasione. Pigliò qualche appunto, fece qualche schizzo e dopo qualche giorno consegnò il bozzetto ufficiale agli amministratori della confraternita della Madonna. Inoltre, il disegno di Mariani fu affidato all’incisore Pietro Folo che avrebbe dovuto incidere il ritratto su legno per donarlo alla Basilica Vaticana. Le incisioni su rame furono subito utilizzate per stampare immagini della Madonna di Artena su seta.

——————————

[1] Una cappella più centrale fu costruita nel  1715 e il 2 luglio di quell’anno la Statua fu traslata, dopo solenne processione, nella nuova Cappella.

[2] Don Amedeo Vitelli: Notizie storiche della collegiata di Santa Maria delle Letizie. P. 22 – Valmontone 1987.

[3] Atto del restauro del 18/9/1769 a firma dell’arciprete Girolamo Carocci, parroco di Santa Maria.

[4] L’argomento è in un mio nuovo libro in lavorazione Ottocento, che sarà pubblico probabilmente alla fine del 2021.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close