E’ morto Padre Osvaldo

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E’ STATO PER LUNGO TEMPO PRIMA RETTORE DEL CONVENTO DI ARTENA E POI PARROCO. UOMO DI PROFONDA FEDE E DI ALTO MAGISTERO.

Ho davvero piacere a ricordare padre Osvaldo Salvi semplicemente padre Osvaldo, deceduto questa mattina dopo una lunga malattia.

Padre Osvaldo faceva parte di quel gruppo di francescani di stanza al Convento di Artena, che hanno attraversato la giovinezza di molti della mia generazione o di quella leggermente precedente.

Padre Virginio Arcangeli, ad esempio, conosciuto come padre Virgilio, che fu presente nel nostro Convento negli anni cinquanta, sessanta e primissimi anni settanta, fino al giorno della sua morte. Era un omone grande e grosso, che appariva ancor più gigantesco con il saio. A noi bambini incuteva timore perchè se combinavamo qualche marachella ci minacciava con il cordone bianco del saio, ma mai l’ha usato davvero.

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I suoi funerali, officiati ad Artena e poi a Cervara di Roma, dove è sepolto, furono un vero trionfo. Ricordo un pulman pieno di artenesi che arrivò a Cervara ad accompagnare il feretro.

Contemporaneo di padre Virgilio era padre Vincenzo Caprarelli, rettore del convento, uomo di profonda umiltà e di grandissima fede. Quindi c’era padre Carlo Cadderi, Attilio all’anagrafe, latinista e scrittore a cui si deve il primo libro sulla storia di Artena. Non possiamo, inoltre, dimenticare padre Domenico Lassandro, l’arbitro di ogni partita che si giocava sul campo sportivo del Convento.

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Senza mai dimenticare l’onnipresenza di Fra Federico.

In quel periodo arrivarono, fra gli altri, anche padre Francesco Rossi oggi di stanza a Greccio, e padre Osvaldo Salvi, che divenne il rettore quando padre Vincenzo morì.

Ho un ricordo nitido di padre Osvaldo e ve lo voglio raccontare. Quelli della mia generazione sanno certamente che presso il convento per molti anni era presente la sezione G della scuola media artenese. Era la sezione (prima, seconde e terza media) riservata ai collegiali, quelli, cioè, che sarebbero dovuti diventare frati.

Oltre allo studio, quei ragazzi praticavano il calcio e alcuni di loro erano veri e propri talenti, che avrebbero fatto la fortuna di ogni settore giovanile anche professionistico.

A quel tempo, stiamo parlando del primo quinquennio degli anni settanta, era uso, nel pomeriggio, giocare partite di calcio fra le sezioni della scuola media.

Ogni tanto a queste partite partecipava anche la sezione G, quella dei frati, che, non potendo uscire dal convento, ospitavano ogni loro partita presso il loro campo sportivo. La sezione E, quella dove ero io, ha giocato almeno venti partite con la sezione G e non ricordo di averne vinta alcuna. Erano forti, fortissimi. L’arbitro di ogni partita era padre Domenico, mentre in panchina a dare disposizioni erano padre Francesco e padre Osvaldo, che erano anche loro bravi nel gioco del calcio.

Un pomeriggio, potevo fare la terza media, mi recai al convento con un paio di amici, solo per fare una passeggiata. Arrivammo al campo sportivo che stavano iniziando una partita. C’erano i ragazzi più grandi e i sacerdoti, ma non arrivavano al numero per disputare l’incontro. Appena ci videro ci invitarono a giocare con loro, ma nessuno di noi aveva gli scarpini.

Le scarpe da calcio non si prestano, mai! Eppure quel giorno padre Osvaldo ebbe il desiderio di offrirmi le sue scarpe di riserva affinchè potessi giocare.

Erano almeno due numeri più grandi, eppure le indossai con entusiasmo. Con quelle scarpe segnai tre gol in quella partita e per me, che ero scarso, fu sorprendente.

Vedi cosa possono fare le scarpe di un campione – mi disse padre Osvaldo ridendo.

Qualche anno dopo se ne andò

 

dal Convento, e rimase in altri luoghi per almeno quindici anni. Poi tornò ad Artena, sessantacinquenne circa, come parroco rimanendo tale fino a quando il Convento è stato chiuso, quattro anni fa.

Grazie per tutto Osvaldo, per quelle scarpe che mi fecero essere un campione per mezza giornata, e per il tuo operato sempre svolto nella grazia di Dio.

Un pensiero riguardo “E’ morto Padre Osvaldo

  1. R,I,P, Padre Osvaldo…..rettore e professore di religione negli anni 77 78 in cui sono stato ad Artena. Ricordo anche padre Vincenzo e il giorno della sua morte. Ricordo padre Attilio Cadderi professore di italiano e latino…..padre Francesco Rossi e padre Domenico Lassandro nostri educatori…..fra Federico….ricordo le partite di pallone…conservo dentro di me tutti i ricordi di quegli anni con nostalgia….spesso li racconto agli amici…. bellissimi ricordi……Padre Attilio, Francesco e Domenico li ho incontrati a Greccio e Fonte Colombo cosi come padre Augusto Micangeli…..l’unico rammarico di non aver potuto più rivedere padre Osvaldo……

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