Lo Gnocco Longo di Artena entra tra i piatti della Cultura gastronomica Italiana

IL PIATTO ARTENESE E’ STATO INSERITO TRA I PIATTI “DOC” DELLA GASTRONOMIA TRICOLORE, DALL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA. UNA GRANDE RIVINCITA DOPO LA MEZZA DELUSIONE DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA

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L’Accademia italiana della Cucina, che è l’ente che dal 1953 ha l’egida sulla gastronomia italiana, ha inserito gli Gnocchi longhi di Artena, tra i piatti della Biblioteca di Cultura Gastronomica.

Non è stato facile ambire a questo che è un successo per la nostra gastronomia casereccia. Personalmente ho invitato più volte i rappresentanti dell’Accademia a sostenere la candidatura dello gnocco longo quale piatto d’eccellenza. Grazie a uno dei massimi rappresentanti dell’ente, Maria Attilia Fabbri dall’Oglio, direttrice del centro studi territoriale dell’Accademia italiana della cucina, che aveva già sostenuto Artena nel lontano 1997 quando la città partecipò alla trasmissione Sereno Variabile, è stato possibile avere almeno l’interesse dell’accademia. Poi, però, l’interesse si è trasformato in qualche cosa di più concreto, e dopo che il piatto è stato assaggiato in alcuni ristoranti locali e soprattutto nelle cucine di molte famiglie artenesi, l’Accademia ha deciso di inserire gli Gnocchi longhi, nella Cultura Gastronomica italiana, nello speciale ricettario de “La pasta fresca ripiena e gli gnocchi, nella cucina della tradizione regionale”.

Il volume, che è il sesto della Biblioteca di Gastronomica, ripercorre in 180 piatti, la storia, la cultura e i procedimenti che hanno portato alla realizzazione delle numerose ricette create dalle abili mani di chi impasta: fettuccine, lasagne, trofie, bigoli, maltagliati, pici, cavatelli, orecchiette e gnocchi. Insomma, primi piatti che sono il vanto e l’emblema della cucina tricolore.

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Nel volume, considerato la Bibbia gastronomica e allo stesso tempo un itinerario che accompagna il lettore alla riscoperta delle tradizioni della cucina regionale, Paolo Petroni, presidente dell’Accademia scrive: “Essi (gli gnocchi) costituivano una pietanza golosa anche quando la patata non era conosciuta, impastando acqua e farina e poi facendo cuocere il composto in acqua bollente”. E fa risalire il primo piatti di Gnocchi longhi addirittura al medioevo.

Sul libro, che riporta le ricette e le pietanze ritenute “DOC” per ogni regione italiana, alla voce Lazio si leggono dieci tipi di pasta: i Calzonicchi, i Cellitti con funghi porcini e timo, le Fettuccine alla romana, gli Gnocchi ricci di Amatrice, gli Gnocchi al semolino, gli Gnocchi alla viterbese, gli Gnocchi longhi di Artena col sugo di pecora o di castrato, le Lasagne alla romana, i Quadrucci all’uovo con i piselli e i Ravioli ricotta e spinaci.

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Alcuni di questi piatti, come avete letto, sono caratteristici e diffusi in tutta la Regione, mentre altri, molto pochi, sono specifici di un luogo e lo contraddistinguono, a indicare che quella prelibatezza si può mangiare soltanto in quel luogo. Artena è tra questi, con i suoi Gnocchi longhi che sono diventati patrimonio non solo della cucina nostrana ma da oggi anche di quella italiana.

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