Mia Suocera su Google Earth

COME LA STORIA DI LESLIE CHE HA TROVATO IL NONNO, IO HO TROVATO MIA SUOCERA

suocera 4

E’ di questi giorni la notizia che una ragazza americana, Leslie Yajaira, studentessa di origine messicane, affranta dalla morte del nonno che non aveva potuto salutare un’ultima volta prima del decesso, per puro caso, lo scorso 7 gennaio, attraverso Google Map, aveva scoperto che la Google Car di Street View, che è il servizio che permette di navigare sulle strade di tutto il mondo grazie a foto a 360 gradi, aveva fatto un giro anche nella fattoria del nonno che si trova a Labor de Guadalupe.

Incuriosita, Leslie ha deciso di viaggiare digitalmente e tornare sui luoghi che l’avevano vista bambina. Con il mouse del PC Leslie se ne è andata fino di fronte la casa del nonno, e lì, davanti l’uscio, seduto, ha trovato proprio il nonno, immortalato con il cappello bianco in testa.

La storia è stata condivisa sui social ed è stato emozionante, oltre che visualizzata 4 milioni di volte con 500 mila reazioni.

suocera due

Io ho fatto lo stesso. Mosso dalla curiosità, ma anche dalla nostalgia dei miei cari, mi sono collegato a Google Earth, ho smanettato con il mouse fino ad arrivare vicino le abitazioni dei miei parenti, e puntando il mouse a Macere in via delle Nazioni Unite, ho deciso di entrare nella modalità Street View. E’ lì che ho fatto una scoperta che mi ha commosso, emozionato, per certi versi scosso. E’ lì che ho trovato mia suocera Maria, una donna straordinaria, morta lo scorso 2 maggio.

suocera tre

L’ho vista e mi sembrava di vederla dal vivo. Era di fronte a casa, fuori dal cancello a parlare con qualcuno che non ho riconosciuto che transitava con la sua auto.

Lei aveva questo pregio, di far fermare, magari per un solo saluto, chiunque passasse di fronte a casa sua.

Me la sono ritrovata lì, con quella sua vestaglia celeste che usava mettere quando preparava il pranzo, con i suoi capelli bianchi appena fatti. Me la trovavo così ogni sabato e ogni domenica, che erano i giorni che lei attendeva a casa i suoi tre figli, il genero (me), le nuore e i nipoti: una tavolata di quattordici persone quando c’era anche mio suocero Costantino. Molti di più, a volte, perché lei era una persona che sapeva ospitare tutti, tanto che ho sempre pensato che il verbo accogliere lei lo abbia sempre declinato, ancor prima che diventasse così di moda come oggi.

sucoera

In quella casa a Macere ho visto mangiare tutti: medici, manovali, operai, muratori, contadini, militari, studenti, spazzini, avvocati, pastori, politici, indiani, africani, asiatici, simpatici, antipatici, brutti, buoni, cattivi, che di fronte alla polenta alla spianatoia non si curavano di chi era seduto accanto.

Ecco, a casa di mia suocera, la polenta all’andavojatora era come la livella di Totò: di fronte a quel gusto prelibato tutti erano uguali, come dovrebbe essere sempre e comunque.

Mi sono riavuto a fatica dalla sorpresa, dopo aver visto quelle foto da Street View, e ora spero che la Street Car a via delle Nazioni Unite non passi più.

suocera uno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close