Il 2019 di Artena

FATTI, VOLTI, LUOGHI CHE HANNO CARATTERIZZATO L’ANNO APPENA TRASCORSO

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Come ogni anno è consuetudine ricordare i momenti o i personaggi che hanno attraversato il 2019 appena trascorso, restando impressi nella memoria della comunità artenese.

Non faccio classifiche, ne stabilisco – come ho fatto in passato – il personaggio dell’anno, ma mi permetto di rilevare e porre alla vostra attenzione alcune fotografie, alcuni momenti che più di altri hanno didascalizzato l’intero 2019.

Non è un esercizio semplice perché di situazioni che meriterebbero, anche in negativo, di stare in questa lista (non classifica) e avere la nostra considerazione, sono molte di più di quelle che vi elencherò. Ho stabilito un criterio, e l’ho fatto guardando le visualizzazioni/letture degli articoli scritti nel 2019 e pubblicati da questo blog. Partendo da lì, ho poi fatto una personale indagine, chiacchierando tra amici per verificare se anche loro avessero avuto lo stesso favore dimostrato dai lettori del blog. Per ultimo, ho descritto le notizie, dando loro quella che secondo me è la giusta importanza.

Partiamo, e lo facciamo evidentemente – non può essere altrimenti -, dalle elezioni comunali.

L’evento, qualsiasi risultato emerga, è per una comunità come la nostra, quasi vitale. Le consultazioni artenesi hanno visto la conferma di Felicetto Angelini come sindaco per il secondo mandato consecutivo, che, sommato al precedente e alla sua esperienza da primo cittadino tra il 1985 e il 1990, lo porterebbe a essere il secondo sindaco di Artena (dal 1873 a oggi) per durata di mandato. Davanti a lui solo Gino Bucci con i suoi sedici anni. Angelini, se arrivasse a fine amministrazione (2024), compirebbe quindici anni da sindaco.

Non mi preme in questa sede sottolineare le opere o le mancanze di un sindaco, questo è un esercizio che lascio ai lettori se vorranno farlo, qui, mi limito a raccontarvi la cronaca di un anno. Se proprio volete la mia opinione: non si resta sindaco per quindici anni per caso, e pur anche non fossi in linea con certe scelte amministrative, non sarei così stupido da non riconoscere che restare quindici anni al vertice, in un’era dove il sindaco è eletto direttamente dalle persone, le doti le devi avere. Non pensate il contrario, piuttosto lottate e sbattetevi ma non sottovalutate mai le persone né per qualità né per meriti. Sostengo che le opinioni delle persone devono avere uguale considerazione, e seppur contrarie a ciò che si pensa, meritano similmente rispetto. Nessuno ha il verbo, né la verità o le certezze. Né il sindaco né i suoi oppositori, c’è però un dato che è un fatto: Angelini sta operando nel suo terzo mandato!

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La seconda fotografia che desidero proporvi riguarda una partenza. Parlo di quella di Don Daniele Valenzi, parroco a Santo Stefano per molti anni, destinato dal Vescovo diocesano ad altra parrocchia.

Don Daniele è stato un parroco dinamico che ha ravvicinato alla chiesa decine e decine di giovani, soprattutto per le opere sociali e umane che il sacerdote ha intrapreso in questi anni. Ha aiutato i poveri, ha implementato il lavoro della Caritas, già di per se straordinario grazie ad alcuni personaggi che vivono nell’ombra ma che meriterebbero le prime pagine. A questo proposito non ci spieghiamo come la Caritas cittadina non abbia mai avuto la giusta riconoscenza dagli organi amministrativi, perché se Artena è un po’ meno povera, lo deve principalmente a queste persone che operano in silenzio, ma che assordano con le loro azioni.

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Don Daniele è stato uno dei pochi, l’altro è stato questo blog, che ha posto all’attenzione pubblica la grave crisi giovanile in cui versa la Città. Ha parlato di droga consumata dai più giovani, del bullismo e di un serio, serissimo problema riguardante la prostituzione minorile.

Pensate l’ha fatto per la prima volta durante l’omelia della Messa più importante, quella cantata della domenica dedicata alla festa della Madonna delle Grazie, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. Eppure il problema è rimasto, e nessuno l’ha saputo davvero concretamente affrontare. Anzi, qualcuno ha dichiarato che i panni sporchi si lavano in famiglia, come a dire che certi inestetismi non vanno fatti vedere. Don Daniele è stato importante perché ha scoperto questo vaso pieno d’ipocrisia e omertà. E da quell’omelia dovremmo partire per dare la giusta soluzione a una crisi giovanile locale che pare non avere fine.

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La terza fotografia che vi propongo è quella legata al turismo della Città, che mai come nel 2019, ha avuto un aumento clamoroso. Abbiamo scritto più volte su questo blog che l’unica via possibile di visibilità, e quindi di crescita, può arrivare solo dal turismo. Sembra che in tal senso qualcuno ci abbia ascoltato.

Galeotta è stata la raccolta dei rifiuti in centro storico, una raccolta che si svolge a dorso di mulo, e questo ha richiamato la curiosità di decine e decine di televisioni europee e mondiali. Ha iniziato la TV di Stato svedese, poi è arrivata quella Svizzera, quindi la TV della Romania, e poi quella americana, e poi ancora RAI 1, RAI 2, RAI 3. Tutti hanno rilevato la bontà della raccolta giunta a oltre l’ottanta per cento, e tutti, intervistati e narratori, hanno decantato le lodi del modo particolare di com’è effettuata. Nessuno ha mai detto, e se l’ha detto non è apparso in TV, che gli operatori che si occupano di rifiuti ad Artena non sono pagati da mesi. Anche questa nota a margine correda nel giusto verso questa parte dedicata al turismo, perché io credo che sia necessario comprendere bene che per dare nobiltà a una comunità, è necessario che ognuno, diligentemente, faccia la sua parte. Nello specifico c’è anche una parte che attiene all’Amministrazione pubblica che è quella di un maggiore sollecito alla ditta incaricata al pagamento degli stipendi dei suoi lavoratori, alla prescrizione di eventuali penalità, anche alla risoluzione contrattuale se la legge lo prevede.

Vista da fuori, però, non è come viverla, e quindi ben comprendo la rabbia, l’inquietudine e il risentimento che finora, pare non abbia trovato eco in maniera almeno sufficiente nell’opinione pubblica, che, da parte sua è pronta a criticare senza farsi troppe domande, se il pezzo di strada non è pulito.

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Torniamo al turismo. E’ chiaro che all’arrivo di tutte queste televisioni, debbano concorrere dei progetti specifici che nella loro semplicità debbano richiamare più gente possibile. Lo scorso 28 dicembre, ad esempio, grazie al Comitato di Quartiere Centro Storico, è stata allestita una visita guidata nel Paese. Alle diciotto il freddo era intenso, eppure c’erano sessanta persone che hanno voluto visitare il borgo antico di Artena, e hanno trovato cantine aperte, luoghi di ristoro, chiese spalancate. Ecco, iniziamo a favorire di più queste visite guidate: istituzionalizziamole, facciamo partecipare gli operatori commerciali e artigianali. Allestiamo un calendario, ad esempio ogni domenica mattina da aprile a settembre, visite al centro storico che dovranno concludersi con un pranzo a piazza della Resistenza, coinvolgendo, ognuno per la sua competenza, il comitato Centro Storico, il gruppo amici di Montefortino, l’associazione Balconi e Vicoli fioriti, i privati. Senza tralasciare la pubblicità che la Città riesce a crearsi che le azioni amministrative, come, ad esempio, la visita realizzata in Giappone grazie al museo del rugby che lo stesso ha allestito durante i campionati mondiali della palla ovale. Inoltre, è stato importante, al contrario di ciò che si dice, la presenza dei responsabili dell’associazione I borghi più belli d’Italia, che, pur rimandando la nostra richiesta, ci hanno dato le direttive di cosa si deve fare per essere un Paese a trazione turistica.

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Alcune fotografie le dedico a personaggi che nel 2019 hanno reso celebre il nome della nostra Città.

Parlo di Mariadele Roia, Giulio Di Cori e Lorenzo Simone Prosperi. Quest’ultimo lo scorso anno era stato indicato da me come personaggio del 2018. In un certo qual modo anche nel 2019 Lorenzo si è confermato. L’ha fatto grazie al secondo posto nel Gran Prix internazionale del Marocco, dove è giunto secondo nella specialità a lui congeniale, la Fossa Olimpica. Poi, in autunno, il nostro atleta ha messo la ciliegina sulla torta partecipando alla finalissima di Coppa del Mondo come uno dei sedici atleti più titolati nel biennio 2018/2019. La Coppa di cristallo è stata vinta dall’italiano De Filippis. Lorenzo Simone è giunto undicesimo. Un risultato notevole che nobilita il suo anno agonistico e lo catapulta in un 2020 che potrà essere ancora più ricco di soddisfazioni.

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Giulio Di Cori ha trentotto anni, ed è stato l’allenatore giovane rivelazione del Lazio. Allena la categoria allievi elite, cioè la massima categoria giovanile regionale. Con il Ciampino sta disputando un campionato favoloso, che ha chiuso il 2019 con il primato in classifica, mettendosi alle spalle vere proprie società mostro della Regione. Per lui, pare pronta una squadra addirittura in Inghilterra. Vedremo!

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Mariadele Roia, meno di trent’anni, ha conquistato, nello scorso febbraio, la manifestazione AltaRoma, dove si sono presentati gli abiti autunno /inverno 2019-2020. AltaRoma è una delle kermesse dedicate alla moda italiana più seguite e più ammirate. La nostra concittadina Mariadele ha portato in passerella il suo brand Madele, un outfit innovativo e anticonformista, raggiungendo un successo clamoroso, che l’ha lanciata nel gotha della moda italiana.

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Segnalo anche Adolfo Coculo (Chiocchio) che ad agosto dello scorso anno, ha vinto il palio di Cisterna con una prestazione maiuscola.

La fotografia finale la riservo a un argomento che, allo stesso modo, può essere annoverato come veicolo di turismo, ma anche di arte e di cultura. Parlo del LIVE ARTENA, che mai come quest’anno è stato sentito e partecipato, rinverdendo i fasti del passato, quando sul sagrato di Santa Croce ha suonato e cantato Tommaso Paradiso con i The Giornalisti, o quando si sono esibiti i Caxxo che poi sono giunti secondi alla gara dei giovani di Sanremo.

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Quest’anno il LIVE ARTENA, che non è ancora entrato del tutto nelle grazie della politica e dell’amministrazione locale, ha avuto un esordio sfavillante e una conclusione da ricordare. Nel mezzo c’è stato un progetto che ha del clamoroso e che andrebbe perseguito anche e soprattutto dagli organi preposti: quello della residenza artistica. Non c’è mai stato un progetto così innovativo che ha dato luce diversa all’intero Centro Storico.

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Gli organizzatori hanno affittato per dieci giorni alcuni immobili, dove hanno fatto soggiornare alcuni artisti internazionali emergenti provenienti da ogni parte del mondo.

Questi artisti, scultori, videomakers, pittori, scrittori, poeti, hanno potuto vivere per dieci giorni la realtà del Centro Storico artenese, ne hanno assaporato gli odori, hanno parlato con le persone, si sono fatti ispirare da loro e dai luoghi, e nella serata finale hanno mostrato i loro lavori, rendendo Artena davvero attrice principale nel film dell’arte e della cultura. Un momento di assoluto prestigio per la nostra Città che è passato volutamente, forse, sotto silenzio, ma che meriterebbe le prime pagine dei giornali nazionali. Il LIVE ARTENA nel 2019 l’ha aperto Boosta, il cofondatore e tastierista dei Subsonica, che ha partecipato con un filmato inaugurativo, e l’ha chiuso l’attore Giorgio Colangeli, che ha regalato ai numerosi spettatori mezzora di brividi con un recital che prevedeva il canto della Divina Commedia su Ulisse, e l’Infinito di Leopardi, recitato prima da poeta e poi da attore.

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In conclusione permettetemi ancora di segnalarvi tre libri pubblicati nel 2019. Il primo è il mio, Novecento, che ha avuto un notevole successo (e vi ringrazio) in cui ho scritto di fatti e personaggi del XX secolo artenese. Il secondo è Capocotti, di Alessandro Coltrè: come si vive oggi la realtà del Centro Storico. Il terzo è il libro postumo di Aurelio Guglielmetti a cura della nipote Veronica Scaccia, che parla degli anni di guerra di Aurelio.

Le tristi notizie vanno ugualmente citate. Le più tristi, almeno per me, sono quelle che parlano della morte di due miei amici Maurizio Burri e Mario Collepardi. Due sportivi. Il primo è stato l’unico artenese a scalare una montagna mitica: il Kilimanjaro; il secondo era professore di lettere, ma in gioventù fondatore della pallacanestro artenese, di cui fu un nobilissimo interprete.

Un’altra notizia negativa, diciamo che è la più negativa e che ci accomuna tutti, è quella che riguarda le farmacie che in questi ultimi tempi hanno praticamente inginocchiato ogni artenese che aveva bisogno di cure. Non è normale che nel 2020 una comunità di quindicimila abitanti non sia dotata di una farmacia che possa garantire medicine, anche quelle più note, che permettano una vita migliore alle persone. Questa situazione ha detto una sola cosa: non c’è stato, né c’è, rispetto da parte di nessuno, e sottolineo nessuno, per la Città di Artena. Tutte le altre chiacchiere, le illazioni, i pettegolezzi, non contano nulla. E’ una questione di solo rispetto per la salute degli artenesi e quindi di rispetto per gli artenesi stessi.

Questo è mancato e continua a mancare. In questo senso l’anno è stato horribilis.

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