La giornata contro la violenza sulle Donne

SI E’ SVOLTA SABATO 30 NOVEMBRE, NELLA SALA CONSILIARE DEL GRANAIO BORGHESE ALLA PRESENZA DEL SINDACO, DELLE CONSIGLIERE COMUNALI CON IL SOSTEGNO DELL’ASSESSORE ALLE PARI OPPORTUNITA’ ELEONORA PALONE E QUELLO DELLE POLITICHE SOCIALI LARA CASCHERA. INAUGURATA UNA PANCHINA ROSSA

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Ieri ho partecipato – con orgoglio e passione – alla giornata contro la violenza alle donne. La giornata è stata allestita dalle consigliere comunali di Artena, con il sostegno degli assessorati alle Pari Opportunità e alle Politiche Sociali. La data è stata posticipata a ieri, perché l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha sancito che il giorno contro la violenza alle Donne, in tutto il Mondo, è il 25 novembre.

La data è stata scelta come giorno in cui celebrare attività a sostegno delle donne, sempre più vittime di violenze, molestie, fenomeni di stalking e aggressioni tra le mura domestiche.

La data non è casuale: quel giorno del 1960, furono uccise le sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana.

L’assassinio delle tre sorelle Mirabal fu un accadimento fortemente sentito dall’opinione pubblica. Da allora le tre donne sono considerate ancora oggi delle rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos. Il 25 novembre del 1960 le tre donne si recarono a far visita ai loro mariti in carcere quando furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare che le portarono in un luogo nascosto. Qui furono torturate, stuprate, massacrate a colpi di bastone e strangolate a bordo della loro auto.

L’unica sopravvissuta fu la quarta delle sorelle Mirabal, Adele, che dedicò la sua vita a onorare il ricordo delle tre donne.

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Le Consigliere comunali dell’amministrazione hanno avuto la sensibilità di porre in evidenza la giornata con questa iniziativa che è segno e testimonianza evidente dell’attenzione che riveste il problema.

Prima della manifestazione era stata installata nello spazio verde sotto il Granaio Borghese una panchina rossa che è il simbolo della lotta alla violenza di genere.

Brevemente desidero darvi qualche spunto di discussione. Oggi parliamo di Donne. Parliamo di Donne stuprate e di quelle rapinate. Parliamo delle Donne maltrattate, molestate, sconfitte, ma anche di quelle vincenti, nobili, sensibili, determinate. E voglio parlare di Donne che sono allo stesso modo violate ma libere, picchiate ma resilienti, Donne, cioè, capaci a far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, e di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre.

Ne conosco qualcuna particolarmente resiliente: battuta, traumatizzata, scioccata, ha sempre saputo persistere nel suo cammino, fronteggiando in maniera davvero efficace la difficoltà e gli eventi terribili che le si sono posti di fronte. E’ l’esempio di come una Donna sia capace a non perdere comunque la speranza, e di fronte a frustrazioni e sconfitte si pone come una tigre a difesa dei cuccioli. Questa mia amica si sta reinventando, è più forte, è più coraggiosa, è più saggia, è – in una sola parola – migliore.

Ecco desidererei, ad esempio, che questa Donna fosse modello per tutte quelle picchiate, violentate, stuprate, cancellate dall’acido, e quasi sempre per colpa di uomini che sono consapevoli su chi attaccare, perchè lo scopo è quello di ottenere il controllo sulle azioni, sui pensieri e sui sentimenti del partner. Uomini che odiano le Donne perché hanno aspettative su chi deve comandare, e qualsiasi meccanismo è valido per forzare la sottomissione altrui. Uomini che gettano la colpa della violenza alla Donna perché, vigliaccamente, non accettano la responsabilità delle proprie azioni.

Ma non crediate che le nefandezze sulle Donne vengono perpetrate solo da parte di mariti o fidanzati spietati e crudeli. No!

Pensate che una recente ricerca ha dimostrato che tutte le donne che lavorano nel Mondo vengono pagate il 23 per cento in meno e questo in tutti i settori e in tutti i Paesi. Eppure lo studio dice che in 93 Nazioni le Donne hanno una istruzione uguale o superiore all’uomo. E’ stato – ed è – il più grande furto della storia come lo ha definito una Consigliera dell’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere.

E’ una continua sottrazione dalla tasche delle Donne in rapporto a quanto viene pagato uno stesso lavoro ai colleghi maschi. Un solo Paese ha stabilito la parità salariale, e lo ha fatto solo da un paio di anni. Si tratta dell’Islanda che ha recepito per prima la direttiva ONU che intende portare la completa parità salariale entro il 2022.

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In Italia il dato sui salari è davvero impressionante. Nello specifico, nel 2017, il nostro Paese è scivolato al 82° posto per “gender gap”, questo soprattutto a causa della scomparsa delle figure femminili nel panorama politico e parlamentare

Guardate quanto sia ancora sconvolgente la distanza tra uomo e donna, e quanto i diritti dell’uno siano diversi da quelli dell’altra. Non parlo solamente di diseguaglianze lavorative che incidono, quindi, su stipendio, carriera, ferie, permessi, ecc.

E’ una questione di considerazione, e quella chi si ha della Donna è palesemente in subordine a quella che si esprime per un uomo. E’ un maschilismo, oserei dire che si tratta di machismo, che in questi ultimi tempi si è evidentemente ampliato. Succede, quando il sovranismo imperante si contrappone alle politiche di condivisione, di solidarietà di concertazione e non riconosce le convenzioni internazionali.

Alla manifestazione di ieri, hanno partecipato il Sindaco Felicetto Angelini, che ha aperto i lavori; poi di seguito sono intervenuti la d.ssa Facchini di medicina d’urgenza del P.S. di Palestrina; Alessandro Balzerani della feder Kraw e Maga e Kapap, l’avv. Annarita Necci, esperta di Diritto di Famiglia, e legale di una donna uccisa dal marito, la scrittrice Anna Silvia Angelini che ha scritto un libro che già dal titolo è abbastanza evocativo: La violenza declinata, la Comandante della Polizia Locale D.ssa Marta Sodano, e i rappresentanti dell’associazione Socialmente Donna di Labico.

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