Maurizio Burri, l’unico artenese a scalare il Kilimanjaro

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A circa un mese dalla scomparsa di Maurizio Burri, che ci ha lasciato ad appena sessantuno anni, mi preme ricordarlo, oltre che per l’amicizia che mi legava a lui fin dall’infanzia, anche perché lui è stato l’unico artenese a scalare una delle mitiche montagne del pianeta, e il monte più alto del continente africano: il Kilimanjaro, il vulcano innevato, che raggiunge l’altezza di quasi seimila metri (5895 per la precisione).

Burri salì sulla montagna della Tanzania con la spedizione alpinistica Kilimanjaro 2008, sport e solidarietà, allestita dalla Polisportiva Nemastè di Frosinone anche attraverso la collaborazione e il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Frosinone, del Coni provinciale e del CAI di Colleferro/Anagni.

Maurizio Burri era uno dei quindici membri, tra cui quattro medici e un farmacista, del gruppo capitanato dall’alpinista frusinate Claudio Mastrocola, che prima della scalata sul Kilimanjaro aveva sottoposto tutti i partecipanti a una serie di durissimi allenamenti, tra cui tutte le salite ai 4000 metri delle montagne alpine, che sono quindi anch’esse nel carnet di Maurizio Burri.

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La spedizione cui partecipò il nostro concittadino non aveva fini prettamente sportivi, ma era portatrice di un messaggio di fratellanza su una vetta definita, non a caso, cima della Pace. Inoltre, ebbe il merito di portare medicinali e aiuti alle popolazioni della Tanzania, sottoposte a un tasso di mortalità ancora oggi molto alto.

Maurizio ricordava che la scalata era stata compiuta attraverso la via più difficile, più bella e selvaggia, la via Machane, nel versante ovest della montagna, “che mi ha regalato emozioni fortissime – ci raccontò all’epoca. La spedizione raggiunse la cima Uhuru a 5895 metri il 29 dicembre 2008, dopo tre giorni dalla partenza dal campo base, e dopo una marcia in salita di oltre diciassette chilometri. Maurizio Burri non era nuovo a imprese del genere perché già prima di allora aveva scalato mitiche montagne. Con tutte le sue avventure Burri, oltre a soddisfare le sue esigenze di mettersi alla prova e di sfidare un destino che non lo aveva trattato bene, aveva certamente portato il nome di Artena in tutto il Mondo, imprimendo, inoltre, il suo nome nella storia, seppur minima, della nostra Città.

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