Renato Centofanti tra i poeti dell’Enciclopedia di poesia italiana

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Il nostro concittadino, il poeta Renato Centofanti, già autore della raccolta di poesie “La polvere nei sandali”, è stato inserito nell’Enciclopedia di poesia italiana, edita dalla fondazione Mario Luzi.

Luzi è stato uno dei più importanti poeti del XX secolo, ed ha un posto privilegiato nella famiglia dei cosiddetti ermetici. Dopo la sua morte, arrivata il 28 febbraio 2014, la fondazione a lui dedicata, oltre ad istituire il premio letterario, ha pubblicato il volume ufficiale del settore poetico, quella Enciclopedia giunta al nono volume.

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Si tratta di una testimonianza storica, culturale e sociale della poesia in Italia e costituisce un’ampia documentazione della arte poetica contemporanea. L’Enciclopedia, ogni anno, ospita le opere di autori selezionati fra gli oltre cinquemila partecipanti al premio internazionale Mario Luzi. Mette insieme autori diversissimi tra loro per stile e generazione, e tenta “di unire cioè il molteplice e farne il grande criterio di fratellanza umana e letteraria nel nome delle più alte aspirazioni poetiche – come dice il direttore dell’Enciclopedia Mattia Leombruno.

Il criterio di selezione che è stato accolto, prescinde dalla notorietà degli autori, ma tiene in conto il reale valore delle opere, e questo è un atto di merito per il nostro concittadino, a testimonianza del valore della sua poesia.

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Nello specifico, tre sono le composizioni di Centofanti che sono state pubblicate: Abitatori della Terra, La Bellezza ed Elegia per Giulio Regeni. Sono tre poesie che avvalorano l’idea che si trovano cose più interessanti tra i poeti non noti che fra quelli ufficialmente riconosciuti di successi e di attestati pubblici. In queste tre poesie di Renato Centofanti risiede maggior bellezza e certi spunti di riflessione che ci esortano a cercare altrove, a fiutare nuove piste ma anche a ritrovare la strada giusta verso una nuova poetica.

Renato Centofanti è un autodidatta, che ha studiato per proprio sapere personale autori come Leopardi, Dostoevskij, Kundera, Ravasi, che hanno segnato gran parte del suo senso critico e spirituale, senza tralasciare l’esperienza giovanile nei movimenti di sinistra, che ha punteggiato il suo percorso di vita. Oggi, a poco più di sessanta anni, Renato Centofanti è davvero testimone di fatti, avvenimenti, sentimenti, memorie, ed è depositario d’intense sensazioni trasmesse dall’anima. Quando parlo con lui, mi rendo conto che è uomo che ricrea, anche nei  suoi ragionamenti parlati, la predisposizione ideale per comprendere l’aspetto emotivamente filosofico della vita e dei sentimenti. Tornando alle tre poesie pubblicate nell’Enciclopedia, non entro in merito al loro significato profondo – questo lo sanno fare altri – mi preme sottolineare, invece, che sono tre poesie che arrivano al cuore e parlano alla mente, e credo che il compito essenziale della poesia sia proprio questo: emozionare.

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