Cominciamo con un tavolo per “curare” gli inestetismi di Artena

UN PASSO INIZIALE CONTRO I MALI CHE AFFLIGGONO LA NOSTRA CITTA’. LO CHIEDO AL SINDACO E A TUTTE LE ISTITUZIONI PREPOSTE.

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Una bacheca rotta a Santa Croce non è un piccolo particolare che va sottaciuto, ma è un segnale grave di dissenso espresso in maniera plateale, qualsiasi siano stati i colpevoli o i fatti che hanno portato al gesto vandalico.

Anche bambini che giocano a pallone e che per errore rompono la bacheca e che poi non escono allo scoperto, loro o i genitori, rappresentano un chiaro esempio di menefreghismo e una scarsa attenzione al patrimonio storico-culturale-artistico della Citta.

Anche questo, purtroppo, è un inestetismo che si aggiunge agli altri gravi problemi che affliggono Artena. Parlo di inestetismo perché la maggior parte di questi problemi, come gli inestetismi veri, vengono per lo più nascosti, e a farlo non sono solo gli organi preposti a farli emergere e curarli, ma sono anche e soprattutto i portatori stessi, magari lo fanno per vergogna, ma a volte anche per convenienza.

Gli atti vandalici, di cui il Centro Storico è spesso oggetto, non sono che l’ennesimo elemento di discussione di una lunga serie di malattie che affliggono la nostra Città. Lo abbiamo scritto decine di volte ormai, abbiamo addirittura cercato di costruire un progetto che distogliesse i nostri concittadini, i minori e comunque i ragazzi, dall’uso di certe cattive pratiche. Eccolo l’inestetismo sul tessuto sociale di Artena, quella macchia, quel neo che si espande e rischia di trasformarsi in cancro: la dissolutezza dei nostri giovanissimi, che hanno nella droga, nel bullismo, nella prostituzione, e ora anche nell’alcool, i loro miti. Sto estremizzando perché è chiaro che non tutti cavalcano questi tipi di abitudini, ma è vero, però, che una stragrande maggioranza ne è attratto.

A queste dipendenze, che sono ormai patologiche, sembra che non possa esserci un freno, considerato che il fenomeno è in forte crescita. Un dato è davvero allarmante: l’osservatorio adolescenti di telefono azzurro ha intervistato giovani dagli 11 ai 19 anni e che il 15% (percentuale sottostimata) di essi fa uso di sostanze stupefacenti, mentre il 50% è uso all’alcool. In Italia sono aumentati del 10% i decessi legati agli stupefacenti.

In questa tendenza c’è anche un fattore scatenante prettamente culturale, quello dell’assenza. Una deriva nichilista che è il comune denominatore dei giovani che fanno uso di queste cattive pratiche: l’idea che il niente sia perfettamente uguale al tutto, e quindi l’appagamento del nulla.

Tornando alla nostra comunità, i problemi giovanili rappresentano un punto molto serio e da combattere con urgenza, per questa ragione sento il dovere di chiedere al sindaco di Artena la disponibilità a convocare, sotto il suo coordinamento, un tavolo urgente tra tutti i soggetti istituzionalmente competenti ad affrontare il tema del disagio giovanile in maniera specifica. Che al tavolo, oltre alle istituzioni amministrative, partecipino anche quelle scolastiche, quelle militari e quelle religiose e quelle sanitarie, oltre alle Associazioni presenti sul territorio, sia quelle che si occupano di queste difficoltà ma anche tutte le altre che possono sensibilizzare sull’argomento, oltre evidentemente all’Associazione Genitori che opera ad Artena.

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