Consueto bilancio sulle manifestazioni estive di Artena

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(Foto dalla pagina Facebook di Balconi e vicoli fioriti)

Con la fine del Palio corre l’obbligo di stilare un primo bilancio delle attività culturali turistiche che si sono avute ad Artena in questi ultimi tre mesi, partendo da maggio, quando la festa della Madonna delle Grazie apre tutta quella serie di manifestazioni cha accompagnano Artena e gli artenesi fino a settembre. A scanso di equivoci scrivo di manifestazioni della Città, a quelle delle contrade che pure sono importanti e prestigiose, dedicherò un successivo pensiero.

MADONNA DELLE GRAZIE. La fede che la nostra città nutre per la Madonna delle Grazie da oltre quattro secoli si rinnova ad ogni vigilia della terza domenica del mese di maggio, anche se pare che ogni anno che passa, la fede diminuisce di pari passo alle persone che partecipano alla processione: ogni stagione sempre di meno! L’essenza della festa è la Processione; è la partecipazione dei fedeli, o meglio, era la partecipazione. Oggi questo aspetto è molto meno importante, e i fedeli partecipano all’evento, ma in attesa dell’Immagine ai bordi della strada. Non è la stessa cosa amici. Non sono un ingenuo e comprendo perfettamente che stiamo parlando di una Statua, di un pezzo di legno. Quel pezzo di legno, però, per oltre tre secoli è stato la guida della Città, più che di un governatore, molto più di un sindaco. Era (è), secondo gli artenesi, l’Avvocata nostra, Colei, cioè, che è nostra assistente, nostra conducente, nostra consigliera, nostra amica, sempre pronta ad illuminarci con i suoi consigli. Al di là dell’aspetto religioso, la Madonna delle Grazie di Artena è tradizione, è costume, è la cultura della Città, solo per questo andrebbe tramandata la sua fede.

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(Foto dal sito della Compagnia Monti Lepini)

SANT’ANTONIO. Subito a giugno, un’altra Processione, quella di Sant’Antonio da Padova, ha sancito definitivamente che i tempi per le Processioni stanno davvero terminando. Uno sparuto gruppo di donne e uomini che si contano sulle dita di una mano, hanno partecipato alla “via” del Santo.

MADDALENA. Il tutto si è chiusa con la Processione della Maddalena, la Santa Patrona, con forse cinquanta persone al seguito.

Sono certo, però, che se il prossimo anno gli organizzatori di queste feste, decidessero di non organizzare alcuna processione, anche per non andare incontro a spese che appaiono inutili, vedrete che ci sarà il solone di turno pronto a criticare per l’assenza delle manifestazioni. Magari è lo stesso che non partecipa ad alcuna di questi cortei religiosi. E’ chiaro che ho estremizzato, ma è anche vero  che dobbiamo abituarci ad un’altra visione di festa religiosa. Una visione che permette di mantenere intatti i principi cristiani, ma che allo stesso tempo sia interessante anche nell’aspetto culturale-turistico.

Per quanto riguarda le manifestazioni civili, non legate, cioè, ad alcuna ricorrenza cattolica, ci piace sottolineare che in questi mesi hanno riscosso tutte un notevole successo.

BALCONI E VICOLI FIORITI: Desidero cominciare con il concorso Balconi e Vicoli fioriti, giunto alla IV edizione e allestito dall’associazione Artena in fiore. Il concorso ha avuto circa ottanta espositori tra privati e associazioni. L’abbellimento ha coinvolto l’intero Centro Storico e ha contribuito a rendere più accogliente il Paese nel periodo Aprile-Luglio.

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(Foto dalla pagina Facebook di Balconi e Vicoli fioriti)

SAGRA DELLE CERASE: Anche la seconda edizione della rinnovata sagra delle cerase, allestita dal Comitato di quartiere del Centro Storico, ha avuto un successo interessante, grazie al notevole impegno degli organizzatori, che poi sono gli stessi che stanno cercando di offrire un arredo urbano nuovo del Borgo Antico, riqualificando luoghi e monumenti.

JO PELEO: A giugno jo Peleo della notte di San Giovanni, la notte, cioè, dove luna e sole si sposano, è stata una manifestazione frequentatissima e caratteristica. Centinaia di coppie hanno saltato il fuoco di San Giovanni acceso a Piazza della Resistenza, facendosi compare o commare di garofano.

LIVE ARTENA: Ancora il Centro Storico è stato il palcoscenico dell’edizione 2019 del Live Artena. L’obiettivo del festival è quello di promuovere talenti artistici nei più svariati campi con particolare predilezione per le performance live: acrobati, ballerini, illustratori e fumettisti, maghi e illusionisti, pittori e street artist, scultori, scrittori, attori, fotografi e musicisti animeranno le vie del centro storico e il sagrato di Santa Croce, in una location fantastica in una ambientazione da sogno. La principale novità di quest’edizione è stata la “residenza artistica” che consentirà agli artisti partecipanti di essere ospitati per un breve periodo presso abitazioni del borgo, rendendo Artena al tempo stesso casa, laboratorio e spazio espositivo. Inoltre inn questa stagione il festival, ormai in assoluto il migliore dell’intera regione, ha avuto la consacrazione definitiva (ma non ce ne sarebbe nemmeno stato bisogno considerato il valore in sè della manifestazione) di due artisti maiuscoli: il musicista Boosta fondatore e pianista dei SubSonica, e l’attore Giorgio Colangeli, che ha chiuso la manifestazione con un recital che è stato emozionante e suggestivo. Il Live Artena ha richiamato al Centro Storico un pubblico per lo più giovane, di oltre duemila persone a sera. In mezzo a tutta questa folla che ha praticamente invaso il Borgo, c’è stato ancora chi non ha capito la forza e la valenza che questo festival ha sulla visibilità della nostra Città. Copio una sola recensione (ce ne sono decine) di un sito che si occupa dei festival artistici italiani, che ci sembra sintomatica: “Con amici ho assistito al live Artena senza aspettarmi granchè. Ma mi sbagliavo: una manifestazione così ricca di emozioni, di suggestioni, di cultura, di innovazione è difficile vederla in altre parti d’Italia. Riempie il cuore e nutre l’anima. Congratulazioni”. Non c’è paragone con alcuna altra kermesse del territorio.

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(Due foto che testimoniano l’interesse dell’attore Giorgio Colangeli al Live Artena. La presenza tra il pubblico e la sua esibizione. Foto di Tommaso Proietti)

PALIO DELLE CONTRADE: Per ultimo, ma non ultimo, arriva il Palio che si è appena concluso. Un fantasmagorico coinvolgimento di uomini, di donne, di bambini, che tengono le loro contrade, ma che applaudono anche le rivali. Una sfilata storica interpretata da oltre milleduecento figuranti, attesa per le strade da oltre diecimila persone. Poi otto giorni di gare, di competizioni, di momenti di vita quotidiana, allestiti nel parco di Villa Borghese, sempre di fronte a una folla immensa che mentre guarda con interesse il gioco di turno, degusta la prelibatezze della gastronomia locale. Quest’anno il Palio è stato particolarmente combattuto, ed è stato vinto dal Selvatico con capitano Marco Ciafrei. Al secondo posto è giunta Via Giulianello con capitano Alessandro Acciarito; mentre al terzo posto si è classificata Via Velletri, capitana da Michele Donnini. Una curiosità: i tre capitani delle contrade sul podio, erano compagni di squadra nella compagine di Artena che nel 2008 vinse un memorabile campionato di calcio, forse proprio questa esperienza in più, li ha resi vincenti e consapevoli della forza della squadra da loro capitanata. Compimenti al Selvatico ma che estendo a tutte le contrade partecipanti.

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(Il capitano della contrada Selvatico vincitrice del Palio 2019 Marco Ciafrei, con il drappo disegnato da Luca Cece. Foto dalla pagina Facebook di Leonardo Mancini anche lui in foto)

L’ultima nota è in realtà un pensiero che mi ronza attorno già da qualche mese. Riguarda la visibilità che ha il nostro Paese, che per lungo tempo è stato conosciuto come luogo di briganti (senza mai averne dato i natali ad alcuno), ora è conosciuto come Paese virtuoso per la raccolta differenziata al Centro Storico effettuata a dorso di mulo: per questo ormai ci conoscono in Europa. Sarebbe il caso, però, anche di mettere in risalto con maggiore intensità le altre straordinarie caratteristiche di Artena, non ultima quella del turismo e della cultura che, come ho già scritto, sono l’unico futuro possibile per una città come la nostra.

Un pensiero riguardo “Consueto bilancio sulle manifestazioni estive di Artena

  1. Michele Caporossi 13 agosto 2019 — 22:20

    Sono completamente d’accordo con le conclusioni di Vittorio Aimati. Un futuro di turismo. Ma non credo che un turismo asettico, senz’anima, immemore del luogo e della sua storia sia proficuo per nessuno, nè che possa cambiare il corso della storia che ci narra oggi un’irreversibile rivoluzione antropologica che vede i nativi disillusi e lontani, sempre più radicati nei borghi bassi o nei rioni romani, e per nulla intenzionati a tornare o gestire attività a basso margine, pur con la discesa netta dei valori immobiliari che non si ferma. Potrebbe funzionare una suggestione come quella dell’albergo diffuso se ci fosse interesse da parte di stranieri, per lo più dell’Europa occidentale a investire in sharing come Santo Stefano in Sessania in Abruzzo o cari Borghi toscani, emiliani o umbromarchigini che stanno tirando e si stanno lanciando a dispetto di terremoto e abbandono. Ma per questo occorre che persone in. Arme ed ossa lancino un progetto complesso ed altre, sempre in cane e ed ossa ci investano. Sarà possibile solo con una grande operazione di marketing strategico che può riuscire se, oltre a protagonisti tutti da inventare, ci saranno istituzioni che non chiudono o frappongono ostacoli al cambiamento. Non volevo in nessun modo fare il solone anch’io ma sottolineare che Vittorio Aimati è una grande ricchezza che tiene viva una speranza nel nome di grandi valori e che va aiutato. Magari a diventare lui stesso sindaco se ne avesse voglia… o avere altri ruoli che gli permettano di realizzare il suo sogno… magari.. con affetto Michele Caporossi, Ancona.

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