Artena. Alla ricerca del PD perduto

Ho volutamente e provocatoriamente estremizzato il concetto di emorragia di voti, facendo riflessioni ad alta voce, che certamente non risponderanno al vero, ma se invece fossero vere……

Lettera aperta ai dirigenti del PD di Artena

Il voto di Artena – parlo di quello europeo, mentre di quello comunale parleremo dopo – è perfettamente in linea con ciò che ha espresso l’intera Nazione, e già questo, però, è un’anomalia, perché da sempre Artena è stata differente dal volere comune.

Ora, invece, anche noi siamo caduti nell’anonimato rappresentato dall’essere uguale agli altri, perfettamente allineati agli indirizzi dei padroni di turno. Anzi, a ben guardare quest’anno abbiamo fatto di più: siamo stati talmente bravi che ci siamo distinti tra gli anonimi. Ho preso in visione ben venticinque Paesi e Città vicini a noi, e domenica scorsa, solo in due il PD ha superato la Lega, a Roma e Carpineto, in tutte le altre realtà ha vinto Salvini con una percentuale che va dal 28 di Montelanico al quarantotto di Artena. Avete letto bene, la percentuale che ha espresso la Lega ad Artena è la più alta in assoluto della Regione e una delle più alte d’Italia, e questo è per Artena un altro dato anomalo. Lo è per una serie di motivi che hanno accompagnato la storia politica e sociale di questa Città, che ha sempre avuto una coscienza in cui le virtù che prevalevano erano la condivisione, il sacrificio, la lotta di classe, il sudore dei lavoratori nella fabbrica di Colleferro, le spalle curve dei contadini, la ribellione e la resistenza ai potenti di turno.

Il voto europeo artenese parla chiaro: Lega 47,9%; M5S 18,33%, PD 14,8%, FI 6,61, FDI 5,75%: il Paese è ormai un feudo radicato del Centro Destra (più destra che centro). Se vogliamo essere ancora più solari possibili, ci accorgiamo che da venti anni e oltre, il Centro Destra ha avuto una crescita forte, segno che i suoi rappresentanti hanno saputo lavorare in modo capillare e con un’attenzione maggiore ai desiderata del Popolo.

Dalle elezioni della Camera del 1996, dove ad Artena ci fu una sostanziale parità fra i due schieramenti, il Centro Destra ha preso il sopravvento, prima con il partito di Berlusconi, poi con quelli di Berlusconi e Fini e oggi con lo schieramento di Salvini; mentre il PD, DS o PDS, è andato sempre a rimetterci i consensi. Nel 1996 il PDS aveva una percentuale di ventotto punti, ma già nel 2002 si era arrivati al 13,9, poi una risalita fino al 31%, ma in quell’elezione il Centro Destra prese ben il 51% delle preferenze. In seguito, nelle ultime due elezioni, un’autentica emorragia: nel 2013 il PD si è fermato al 22%, nel 2018 è arrivato al 17,4% e oggi è mestamente al 14,8%.

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E’ chiaro che l’elettorato abbia risentito in questi anni delle vicende nazionali, ma è pur vero che nel Centro Destra è stato compiuto un egregio lavoro, un impegno che fino ad oggi ha ripagato lo sforzo. Così non è avvenuto nel PD locale che non ha mai saputo coinvolgere il Paese indeciso e incapace a essere voce di un’unica e unita sinistra. E’ successo anche a livello nazionale, ma ora c’è un chiaro segno di ripresa, ad Artena no!

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Le elezioni comunali di domenica confermano appieno questa difficoltà locale e allo stesso tempo sono la cartina tornasole di una situazione sfilacciata.

Partiamo da un presupposto: alle elezioni comunali si sono presentate liste civiche, quindi con la concreta possibilità (così è stato) di avere nello schieramento più anime differenti e di diverse vedute. Eppure di tre liste delle cinque, i candidati a sindaco erano tre iscritti al PD, e parte dei Consiglieri Comunali in gara nelle tre liste, parimenti erano iscritti del PD, alcuni addirittura grandi elettori con un fortissimo bagaglio personale di voti.

Queste tre liste sono arrivate ai primi tre posti della graduatoria comunale con un complessivo 7286 totale di voti. Avendo specificato prima che essendo liste civiche, sono evidentemente composte di persone con ideologie differenti, e quindi ammettiamo che il 50% dei candidati presenti nelle tre liste non è del PD. Se così fosse, i voti per il partito di Zingaretti alle europee comunque sarebbero dovuti essere 3643, troppi vero? Diciamo allora che invece della metà, i simpatizzanti o gli iscritti al PD erano la metà della metà. Ammettendolo per vero, i voti sarebbero dovuti essere 1820. Ma sono ancora troppi vero? E allora scremiamo ancora e diciamo che i candidati nelle tre liste con a capo un PD e che la pensavano come il loro leader, erano la metà della metà della metà, e in questo caso i voti del PD alle europee sarebbero dovuti essere 910, ecco, in questo caso ci siamo andati vicini visto che i reali voti sono stati 1194.

Detto questo, ci vengono in mente un paio di considerazioni. Se diamo per certo ciò che abbiamo scritto in precedenza, dei quarantasette candidati a consiglieri comunali nelle tre liste il cui candidato a sindaco è un iscritto PD, sono a loro volta iscritti o simpatizzanti del PD appena in sei, e questo è un dato ridicolo. Oppure i simpatizzanti o gli iscritti al PD sono di più, ma in sede europea hanno dato il loro voto e le loro preferenze ad altri schieramenti.

Sono certo, altresì, che ora gli specialisti della politica locale diranno che il voto comunale è differente da quello amministrativo e governativo, ed è in parte vero, ma se io fossi un dirigente del PD locale alcune domande me le farei, e, soprattutto le farei agli iscritti PD che hanno partecipato all’agone elettorale.

Voglio essere ancora più chiaro: conosco, tra i pretendenti al consiglio comunale, alcuni iscritti al Partito Democratico e le loro preferenze sommate darebbero la considerevole somma di 3000 voti, e allora com’è possibile che i voti europei del PD ad Artena siano 1194?

Capisco che molti votanti di questi aspiranti Consiglieri Comunali alle europee hanno esercitato la loro fede politica che è probabilmente diversa da quella comunale, ma addirittura questi candidati non hanno confermato più del 60% dei loro voti.

Delle due l’una: o sono stati troppo bravi a raccogliere voti non usualmente del PD, o hanno pensato più a se stessi, e il loro impegno “europeo” è stato insignificante, ma a questo dovranno rispondere i locali leader del Partito Democratico.

Discorso completamente differente per l’unica lista di centro destra concorrente al Comune di Artena, quella di Ileana Serangeli, che è stata brava a capitalizzare oltre il 50% dei voti in Europa, ma non ha espresso alcun seggio in Consiglio Comunale. Quindi, quei voti della Lega e del resto del Centro Destra, ben 5000, dove sono finiti a livello comunale?

Vittorio Aimati

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