Artena al voto. Cinque candidati, cinque liste, cinque progetti, cinque programmi.

EPPURE IL PAESE AVREBBE BISOGNO, PUR NELLA DIFFERENZA DI OPINIONE, DI UNA CONDIVISIONE PIU’ MARCATA.

candidati

Le ormai vicine “comunali” – programmate per il 26 maggio – e i conseguenti commenti che si portano appresso, soprattutto da quando si conoscono i candidati a Sindaco, meritano una qualche attenzione anche da questo blog, anche se già tempo fa mi espressi su certi desideri che vi invito a condividere non certo perché “maestri”, ma perché potrebbero essere stimoli di discussione.

Nello specifico della pura attualità, conoscete tutti l’abbrivio che hanno preso queste consultazioni: cinque candidati a Sindaco, sostenuti da altrettante liste. I nomi dei cinque si conoscono: in ordine rigorosamente alfabetico sono Felicetto Angelini, Silvia Carocci, Erminio Latini, Adolfo Mele e Ileana Serangeli. Le liste che li sostengono ancora sono per lo più “nascoste”, anche se pare evidente il sostegno ad Angelini dei consiglieri di maggioranza uscenti e della lista di cinque anni fa; come pare altrimenti evidente il sostegno alla Carocci della lista che cinque anni fa era in appoggio di De Castris. Parimenti chiaro è il supporto a Latini, del gruppo storico di “Artena insieme”; mentre è ben connotato il sostegno a Mele che sarà grandemente sorretto dal M5S, e quello della Serangeli che ha il nome della lista “Nuova Artena”, con un elettorato preminentemente di Centro Destra, anche se si tratta di una lista civica. Questo è quanto ci interessa in questo momento: di tutto il resto, delle polemiche, delle frecciate tra i candidati, dei portatori di voti che si schierano da una parte o dall’altra, dei commenti a volte beceri che si leggono sui social, sinceramente non ce ne importa un granché.

Le considerazioni che attualmente mi saltano agli occhi sono un paio e non riguardano nomi, scelte politiche, alleanze. Sono abbastanza vecchio per comprendere che ciò che si fa oggi, si può disfare domani, e quello che oggi appare tragico potrà essere un successo in futuro. E’ nella dinamicità della vita il cambiamento, ed è stolto chi non crede che possa avvenire. Potrà avere la mia disapprovazione e forse anche quella della Città, ma potrà avere anche il favore dei Cittadini, il punto non è questo!

Mi preoccupa, invece, la presenza di cinque candidati, perché in questo modo si avrà quasi certamente un Sindaco che rappresenterà la minoranza degli artenesi. All’estremo: potrebbe rappresentare un quinto della popolazione votante, perché con cinque liste chi prende poco più di 2500 voti potrebbe vincere, e potrebbe creare la strana situazione di un Sindaco che governa una Città di 14 mila abitanti per il voto di appena il 17% dell’intera comunità. Quanta forza potrebbe avere un Sindaco che rappresenterebbe la grandissima minoranza del popolo?

La presenza di cinque candidati, inoltre, mi fa davvero pensare a un egocentrismo e a una visione ristretta della politica-amministrativa.

A Roma, alle ultime “comunali” votarono 2.093.740 elettori e i candidati a Sindaco erano 13, uno per 160 mila elettori. Con questa proporzione ad Artena sarebbero 76!

Voglio essere più chiaro: è raro, quasi unico, che in una Città con meno di quindicimila abitanti si arrivino a candidare cinque persone. Alcuni esempi della abnormalità artenese: Ancona, 70 mila abitanti, quattro candidati; Lecce, 95 mila abitanti, sei candidati; Bari 324 mila abitanti, cinque candidati; Pavia, 76 mila abitanti, otto candidati, e potrei continuare per tantissime altre Città.

Innanzitutto cinque Sindaci potenziali, portano in dote cinque liste e ben 80 presunti consiglieri comunali: una quantità che certamente non fa bene alla qualità, soprattutto se poi, come avviene spesso (sempre), certi candidati sono scelti appositamente per dare fastidio ad altri colleghi, magari della stessa zona di residenza o altri scelti per contrastare parentele e assimilazioni.

Sarà venuto in mente a qualcuno, almeno una volta, i motivi di questa sovraesposizione, che è il sintomo di una difficoltà a condividere un progetto e un programma, senza pensare che il progetto, nello specifico, è Artena?

È la Città che ha bisogno di condivisione, sembra quasi chiederlo: è una richiesta d’aiuto!

Sono anni che Artena ha necessità di una condivisione, sono lustri trascorsi invano, che hanno sempre portato a una spaccatura anche all’interno dello stesso gruppo governativo: dal 1993 con la prima amministrazione Latini, a oggi con il secondo governo Angelini.

Chiudo con una provocazione, che forse sarà esagerata ma che spero non vogliate strumentalizzare. Vi chiedo di rinunciare al vostro personalistico progetto. Condividendone uno, uno solo, quello del bene comune di Artena e dei suoi cittadini, mandare al diavolo cinque liste, mettervi alle spalle le polemiche, le divisioni, l’arrivismo, sedervi attorno a un tavolo per trovare la giusta soluzione per un programma comune.

Chi fa il primo passo?

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