Quando l’uomo diventa orco.

SONO TEMPI IN CUI LE DISUGUAGLIANZE FRA UOMINI E DONNE ACCLARATE IN MOLTI CAMPI, SONO LA CAUSA DI TUTTE LE VESSAZIONE E DI TUTTE LE ANGHERIE SOPPORTATE DALLE SIGNORE

Desidererei porre alla vostra attenzione quanto sia ancora sconvolgente la distanza tra uomo e donna, e quanto i diritti dell’uno siano diversi da quelli dell’altra. Non parlo solamente di diseguaglianze lavorative che incidono, quindi, su stipendio, carriera, ferie, permessi, ecc.

E’ una questione di considerazione, e quella chi si ha della Donna è palesemente in subordine a quella che si esprime per un uomo. E’ un maschilismo, oserei dire che si tratta di machismo, che in questi ultimi tempi si è evidentemente ampliato. Succede, quando il sovranismo imperante, in cui si propugna con esagerazione la difesa e la riconquista della sovranità da parte di un popolo che si pone in antitesi alle dinamiche della globalizzazione, e si contrappone alle politiche di condivisione, di solidarietà di concertazione, non riconosce le convenzioni internazionali e tra queste non riconosce la convenzione di Istanbul. Questa, attraverso il lavoro politico, culturale e legislativo, è tesa a far emergere e sconfiggere la violenza maschile contro le Donne, mediante la conquista di norme, di strumenti e di risorse, che hanno prodotto una nuova consapevolezza. Ma oggi queste nuove consapevolezze si devono misurare con l’ambiente politico-sociale in cui alle resistenze abituali su come affrontare la dimensione strutturale e secolare della violenza, si aggiunge una tendenza sempre più preoccupante a definire la gravità della violenza maschile in base alla razza, alla Nazione e al ceto degli uomini.

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Sono di questa settimana un paio di notizie che mi hanno lasciato sbalordito e mortificato. La prima riguarda la Corte di Appello di Ancona che ha assolto due stupratori – che erano stati condannati in primo grado – con una motivazione che pare inverosimile. I due non hanno visto confermata la condanna, perché i giudici hanno ritenuto la donna violentata troppo brutta, e la sua scarsa avvenenza avrà fatto pensare i giudici: “Una così chi la violenta?”. La Cassazione, evidentemente, ha annullato la sentenza. La cosa che ulteriormente mortifica dell’intera vicenda è che non ci troviamo di fronte a un clamoroso maschilismo giudiziario, perché la Corte di Appello di Ancona era composta di sole donne.  Per inciso, la Donna violentata era finita all’ospedale, dove le avevano ricucito lacerazioni intime.

L’altra notizia che mi ha confuso e avvilito, è quella della deputata del Movimento Cinque Stelle Giulia Sarti che è oggetto di una nuova pratica umiliante, il Revenge Porn, ossia la condivisione pubblica d’immagini o video intimi, tramite internet, senza il consenso del protagonista degli stessi. Queste immagini stanno cominciando a vedere la luce sui social e sulle tante messaggerie telefoniche, a tal punto che è intervenuto il Garante della Privacy Antonello Soro che ha vietato di pubblicare le immagini in questione.

Quelle immagini sono private, non rappresentano argomenti politici, pertanto non devono assolutamente interessare l’opinione pubblica, perché ognuno di noi nella vita privata è libero di operare come meglio crede fintanto resti nella legalità. Nonostante Giulia Sarti non rappresenta il mio ideale politico e sono lontanissimo dalla sua ideologia e dal suo schieramento, sono, invece, completamente dalla sua parte, perché gli attacchi meschini e infami che sta ricevendo la deputata non c’entrano con il ruolo istituzionale che riveste.

Com’è mortificante che i violentatori di San Giorgio a Cremano, la settimana scorsa, sono stati applauditi e incoraggiati dai loro genitori. Un comportamento che pone in risalto un ulteriore dramma di questa Italia: la totale assenza di consapevolezza degli errori che compiono i figli, e il completo rifiuto del fallimento di questi ragazzi nonostante una realtà palese. Anche questo è un ingigantimento proposto da questi tempi bui, una sorta d’idolatria sociale per cui i nostri figli sono dotati d’infallibilità e quindi le colpe sono sempre di altri.

Ultima, in ordine di tempo, la frase di quell’assessore  di Castiglione delle Stiviere: “O si nasce donna fertile o si nasce donna inutile”.

Questo signore (parolone) andrebbe radiato non da assessore, che è una carica oggi rivestita spesso da tappabuchi della politica che sanno poco o nulla dell’incarico che ricoprono, ma dalla categoria degli uomini, non solo intesi come maschi, ma proprio come Esseri Umani.

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