Otto Marzo. Donne vive, forti e resilienti

Avere un pensiero, durante l’Otto Marzo, per dedicarlo alla Donna, se da una parte è un esercizio lodevole, dall’altra è certamente sminuente proprio nei confronti dell’essere Donna.

Ho più volte scritto che non sono molto affascinato dalle giornate dedicate a, perché – ma questa è una mia personalissima impressione – vorrebbe dire che si ha necessità di ricordare. Certi temi e certi argomenti, invece, non vanno ne ricordati ne acclamati, ma dovrebbero far parte del nostro codice etico e per questo tenuti sempre in mente.

Però, se la Giornata Internazionale della Donna esiste ormai dal 1907, quando Rosa Luxemburg e Clara Zetkin rivendicarono, per la prima volta, il voto alle Donne, durante il Settimo Congresso della II Internazionale Socialista, è segno evidente che si ha bisogno di ricordare continuamente a certi cialtroni che pullulano questo Mondo, il ruolo da protagonista rivestito in tutti i giorni della vita da Maria, Giulia, Simona, Daniela, Livia, Carla, Francesca, Marina, Barbara, ecc. ecc. ecc.

Ciò che mi duole dell’Otto Marzo è il continuo cambiamento di motivazione che ha avuto questa data nel corso del tempo. All’inizio, come detto, era per rivendicare il suffragio femminile, poi è diventata una data che reclamava la sicurezza sul lavoro delle Donne, poi ancora la rivendicazione di uguali diritti, e ora, da qualche anno e purtroppo, è spiccatamente ricordativa delle violenze che subiscono le Donne.

Da 112 anni una scia nera ha legato la condizione femminile e l’ha tenuta sempre in subordine agli uomini, per colpa degli uomini. Nella mentalità dell’uomo, o meglio, di un certo tipo di uomo, la Donna, anche la compagna della vita, non è pari. E questi uomini sono consapevoli chi e come attaccare, perché lo scopo è di ottenere il controllo sulle azioni, sui pensieri e sui sentimenti del partner. Uomini che odiano le Donne perché hanno aspettative su chi deve comandare, e qualsiasi meccanismo è valido per forzare la sottomissione altrui. Uomini che non accettano la responsabilità delle loro azioni e che vigliaccamente gettano le responsabilità delle loro stesse violenze alle Mogli, alle Fidanzate, alle Donne.

E queste nefandezze dell’essere umano maschile sono perpetrate non solo da mariti e fidanzati crudeli e spietati, queste infamie d’ingiustizia e prevaricazione, sono ribadite continuamente in tutto il Mondo e in tutti gli ambienti. Sul lavoro, ad esempio, è chiara la statistica che dice che le Donne sono pagate il 23% meno degli uomini, anche se le Donne in Cento nazioni del Mondo hanno un’istruzione uguale o superiore all’uomo.

Insomma oggi inneggio a Donne stuprate e rapinate. Donne maltrattate, molestate, sconfitte, ma anche Donne vincenti, nobili, sensibili, determinate. Donne che sono allo stesso modo violate ma libere, picchiate ma resilienti, Donne, cioè, capaci di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, e di riorganizzare la loro vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre.

Ne conosco una particolarmente resiliente: battuta, traumatizzata, scioccata. Una Donna che ha sempre saputo persistere nel suo cammino, fronteggiando in maniera davvero efficace la difficoltà e gli eventi terribili che le si sono posti di fronte. E’ l’esempio di come una Donna sia capace a non perdere comunque la speranza, e di fronte a frustrazioni e sconfitte, si pone come una tigre a difesa dei cuccioli. Questa Donna si sta reinventando, è più forte, è più coraggiosa, è più saggia, è – in una sola parola – migliore. Spero che il suo esempio possa diventare modello per tutte quelle picchiate, violentate, stuprate, cancellate dall’acido.

Buon Otto Marzo

 

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