Ipotesi su come era la Montefortino medievale

18700071_10211015748687467_3712404046596611486_n

Non abbiamo mai potuto sapere con certezza come fosse stata edificata la Città di Montefortino prima della distruzione del 1557, e il motivo è semplice: quella Città è andata completamente distrutta sotto i colpi dei cannoni pontifici. Per ordine del Papa restarono in piedi solo gli edifici sacri; mentre tutto il resto doveva essere raso al suolo. Poi, non contento della disumana ferocia esercitata dalle sue truppe, il Pontefice decise di sottoporre Montefortino a un’ulteriore sottomissione umiliante: l’aratura e la semina del sale. Di quella Città e di quella Comunità non rimase davvero alcun segno, e i pochi abitanti rimasti in vita emigrarono nei Paesi vicini, per lo più a Velletri.
Per qualche anno, il colle dove sorge Artena rimase deserto, con le rovine fumanti e le Chiese, seppur in piedi, dirute e da restaurare.
Per conoscere quella vecchia Città non vi è un solo documento descrittivo; nemmeno le carte di Eufrosino della Volpaia che eseguì la Mappa della Campagna Romana al tempo di Paolo III, e che fu di fondamentale importanza per le ricerche storiche-cartografiche, sono mappe che aiutano, perchè la Città di Montefortino, in quelle mappe, non è indicata.
Il primo documento visivo di Montefortino, allora, è un disegno posto sulla tavola 430/1 del Catasto Alessandrino, contenuto nell’archivio di Stato, e realizzato da agrimensori al soldo di Alessandro VII. La mappa che ci interessa è stata redatta nel 1600, dopo appena un anno dall’ascesa al soglio pontificio di Alessandro, e riporta lo sviluppo delle strade Prenestina e Casilina fuori porta Maggiore e fuori porta San Giovanni. Si tratta di una pianta acquerellata con i disegni dell’abitato dei paesi che si trovano lungo le due strade.
È una tavola cartografica abbastanza precisa e indica le posizioni di tutte le Città della Provincia romana situate a sud della Capitale. Sappiamo che la Carta è attendibile perché chi l’ha disegnata ha riportato fedelmente gli edifici e i monumenti che ancora oggi insistono nei Comuni descritti sulla Mappa.
Dal disegno possiamo osservare una Città piccola, costruita sul cocuzzolo del Colle, tutt’attorno all’unica Chiesa visibile e alla Rocca presente in quel momento storico. Questa descrizione rientra nei canoni di come erano edificate le Città al tempo, le cui case venivano costruite vicino ai luoghi sacri o di fianco ai Castelli o alle Rocche, perché nella mentalità dell’epoca erano Dio e il Signore della Città che davano protezione.
E così è successo a Montefortino fin da quando, intorno al IV-V secolo d. C. gli abitanti che risiedevano nella valle, vicino alle grandi vie di comunicazione del tempo, decisero che per difendersi dall’arrivo dei barbari, dovevano tornare sul Monte. Lo fecero, e realizzarono le loro nuove case vicino alla Chiesa di Santa Maria che, con ogni probabilità, era un tempio pagano che i romani avevano dedicato alla dea Giunone, e che, con l’avvento del cristianesimo, aveva subìto una trasformazione in Chiesa Cristiana.
Entrando nel dettaglio del disegno che stiamo esaminando, ci preme sottolineare la veridicità della mappa, ma al contempo notiamo alcune particolarità che potrebbero cambiare la storia della Città.
La Mappa è stata disegnata guardando la Città da quella che oggi è via del Convento. In realtà all’epoca vi era un’unica strada che conduceva a Montefortino e che raggiungeva Montefortino attraverso il Serrone della Guardia che era una sorta di frontiera e che si trovava in un territorio che oggi è tra il Colle del Selvatico e l’attuale Colle del Cimitero.
Quindi il viaggiatore dell’epoca, arrivando a Montefortino, si trovava di fronte la Città così come è stata disegnata sulla Mappa. E che quella Città fosse Montefortino appare assodato, soprattutto per la presenza della Chiesa in primo piano. Quello che è stato disegnato è certamente il profilo della prima Santa Croce. Di quella Chiesa non si conosce perfettamente la data di edificazione, ma è presumibile che venne costruita nel XIII secolo, età di fabbricazione anche della Fortezza, in quanto ne era parte integrante.
La vecchia Chiesa di Santa Croce è perfettamente distinguibile nel disegno, e sappiamo con precisione che si tratta di quell’edificio da come lo descrive Stefano Serangeli nella sua storia di Montefortino, che lo aveva visto da bambino e ne aveva sentito parlare molto dai suoi avi: “…erano il campanile a torre con la cuspide piramidale quadrata…” Ed è lo stesso campanile che si vede nell’immagine; soprattutto è un campanile singolo e non a coppie come invece è oggi. La Chiesa attuale è stata costruita infatti nel 1659.
Dietro la Chiesa si vede chiaramente la parte finale di una torre, addirittura s’intravvedono i merli, e il fatto che la torre si vedesse da quella direzione ci fa pensare plausibilmente che si tratti di un torrione che corredava l’antica fortezza, edificata attorno al XIII Secolo, sul promontorio posto al disopra di quello che ospitava la Chiesa di Santa Croce.

campanile santa crocemappa 1600
In realtà la Città, dopo il ritorno dei suoi abitanti sul monte, e nello specifico attorno alla Chiesa di Santa Maria, verso il X-XI secolo cominciò ad espandersi più in basso. Quegli antichi abitanti cominciarono ad edificare le loro povere abitazioni lungo il crinale del Colle che si incuneava verso la valle sottostante, dividendo due cavità carsiche, quelle che noi oggi conosciamo come sprefunni e che in realtà sono due doline di crollo evidenti, quella di Santa Croce e quella della Prece (da Precipizio latino Praecipitis).
Riepilogando: il Campanile della Chiesa, così come lo descrive il Serangeli, la Torre posta proprio dietro Santa Croce, ci fanno pensare che l’agrimensore che disegnò quella Mappa, stava vedendo davvero ciò che ha riportato e che quella Città era Montefortino!
Ho, comunque, forti dubbi sull’anno di realizzazione del disegno. La mappa cartografica è certamente stata pubblicata nel 1600, ma il disegno di Montefortino riportato è, per quanto mi riguarda, antecedente a quella data.

mappa 1600 altrc ittà
Se quel disegno fosse davvero del 1600, considerata la precisione di come venivano riportati i monumenti e le Chiese, dovrebbe esserci descritta anche la Chiesa di Santo Stefano che è almeno settanta anni più vecchia della Mappa. Il primo documento che parla della Chiesa è, infatti, del 1527, ed è un decreto del Vescovo di Segni che affidava il rettorato di Santo Stefano a Don Giacomo de Benedictis dopo la morte di Don Fabio de Corniaribus. Se osserviamo il campanile attuale della Chiesa di Santo Stefano, con le splendide bifore, dobbiamo certamente far risalire la Chiesa al XIII secolo. Inoltre, se pensiamo che nel 1557 la Chiesa di Santo Stefano è andata distrutta sotto l’incalzare delle truppe pontificie durante la Desolazione di Montefortino, e con essa tutte le case che la circondavano, ci pare davvero difficile che nel 1600, sia la Chiesa che le abitazioni non fossero state ancora ricostruite, soprattutto perchè erano stati chiamati a riedificare il Paese i maestri scalpellini provenienti dalla Lombardia e dalla Svizzera. Vi è un’altra assenza nell’immagine che ci fa ulteriormente pensare a un disegno antecedente al 1600: manca tutto il quartiere di Crognaleto, quello che unisce la Chiesa di Santa Croce a quella di Santo Stefano. E che con le sue case ricopre la parte nord-ovest del Colle Patrarquara. E anche questo è impossibile nel 1600, perché le narrazioni della battaglia avvenuta a Montefortino tra gli imperiali spagnoli e il Papa, parlano di un quartiere di Crognaleto ben difeso “da quei di dentro”; e, come per la Chiesa di Santo Stefano, il quartiere è stato ricostruito tra il 1560 e il 1580. Ma l’assenza più evidente è quella della Chiesa del Rosario che è stata edificata tra il 1580 e il 1590, e consacrata il 28 Settembre 1591.

Allora: se la Città nel 1600 era stata oggetto di un nuovo uno sviluppo urbanistico imponente, il disegno della mappa è riferito a una Città che è certamente Montefortino ma di molti anni prima del 1600. E questo viene testimoniato anche dall’assenza, nell’immagine, del Palazzo baronale, quelle che oggi è il Palazzo Borghese. Furono i Conti di Segni antichi proprietari della Città, a costruirlo nel XIII secolo. Un’ultima cosa che mi preme sottolineare è quella, non secondaria, che Montefortino, nel 1600, aveva già quasi tremila abitanti, e nel disegno non mi pare che la Città riportata avesse tale grandezza.
Ci sono alcune considerazioni da mettere sul piatto della bilancia. La prima riguarda gli autori della mappa del tempo che magari non erano così precisi e che il disegno era solo una vignetta cartografica e nulla più. L’altra considerazione riguarda l’edificio disegnato a sinistra e del tutto staccato dal resto della Città. Di cosa si tratta? Potrebbe essere quella la Chiesa di Santo Stefano? O quella del Rosario? Potrebbe essere quello il Palazzo? Si tratta di un’altra costruzione ugualmente importante visto che è stata riportata? E se fosse invece la Chiesa di San Pietro, quella che Serangeli descrive: “…quella di San Pietro era presso la via Latina, dove è oggi la vigna di Barlan, figlio di Giosafat Bucci…”. La Chiesa di San Pietro, come quella di San Nicola, ubicata nell’omonimo Colle, era oggetto di grande devozione da parte degli artenesi dell’epoca. La Chiesa di San Pietro è antecedente al 1529, considerato che il primo decreto di nomina parrocale è di quell’anno. Oggi la Chiesa si troverebbe nella zona che conosciamo come Le Valli.
La presenza di quell’edificio avvalora, però, la tesi della precisione del disegno. Se non fosse così, quell’edificio non sarebbe stato certamente disegnato sulla mappa. Se fosse, invece, Chiesa o Palazzo Baronale, avrebbe certamente, come era uso all’epoca e come detto in precedenza, molte case costruite attorno, ma nel disegno case non se ne vedono. Per ultimo mi pare evidente l’assenza del muro cinta perimetrale che contraddistingueva tutte le Città nel periodo dell’incastellamento.
Tutte queste assenze, e la provata veridicità del disegno, mi fanno propendere per un’immagine realizzata intorno al XIII secolo e riportata poi sulla cartografia del 1600.

modificata
Vi sono immagini successive che riguardano Montefortino. Sempre nel Catasto Alessandrino, vi è l’immagine contrassegnata dal numero 429/40 che è stata realizzata l’8 Aprile 1660, sessanta anni dopo la precedente. E da questa immagine si vede una città più complessa, con una parvenza di Palazzo baronale, le abitazioni costruite una sull’altra, ma anche in questo caso il disegno non risponde alla realtà del tempo. Dovrebbero essere distinguibili, ad esempio, l’Arco Borghese e la piazza (oggi della Vittoria), ma in questo caso, possiamo affermare che l’esiguità della mappa potrebbe avere influito su alcune omissioni.

mappa 8 aprile 1660 particolare

mappa 8 aprile 1660

L’anno dopo però, il 15 Giugno 1661, è stata realizzata un’ulteriore mappa, segnata al 429/24 del Catasto Alessandrino che indica Montefortino nello sviluppo della strada fuori porta San Giovanni verso Grottaferrata, Valmontone,Montefortino, Segni, Anagni, fino a Ferentino di Campagna. In questa mappa, disegnata come se Montefortino si vedesse dal litorale tirrenico, si capisce davvero poco. Si distinguono, forse, un paio di Chiese; mentre sull’estrema destra campeggia una torre, con un altro edificio sormontato da una bandiera (dovrebbe essere il palazzo Baronale); mentre nella parte più alta s’intravvede un arco attiguo a una torretta.

montefortino grande 1661

mappa 1661
Più attendibili appaiono i due disegno, conservati nell’archivio Borghese, e datati entrambi fine XVI secolo, in cui Montefortino è disegnata con dovizia di particolar. IL primo che analizziamo è stato realizzato come se ci fosse un drone antelitteram. In questo primo disegno ci sono delle certezze in più. In alto si vede la Chiesa di Santa Croce, con un solo campanile, quindi è certamente la Chiesa originale, anche perchè il campanile risponde alla descrizione del Serangeli. Più in basso, alla confluenza di alcune strade si nota un’altra Chiesa che è certamente quella del Rosario, posta all’imbocco del Borgo. Le due Chiese, così come sono state disegnate hanno convissuto dal 1590 al 1659, ma l’assenza, in questo disegno, dell’Arco Borghese e la conformazione dell’ingresso alla Città, ci fanno capire che si tratta di un disegno realizzato tra il 1590 e il 1615.

parti

img_e7510
La stessa visuale è di un altro “schizzo”, sempre datato fine XVI secolo, realizzato più grossolaneamente, dove però sono visibili tutte e tre le Chiese: santo Santa Croce, Santo Stefano e il Rosario, il che conferma che alla fine del 1500 gli edifici sacri erano tutti e tre ben presenti.

particolare di foto xvi se

img_e7509
Questi ultimi due disegni, che sono contemporanei o addirittura precedenti al disegno che abbiamo analizzato, ci fanno concretamente supporre che davvero quel documento sia di molto antecendente la data riportata del 1600. Se così fosse, quella sarebbe la Città originale, quella edificata per la prima volta sul monte, e di quella che ormai non vi è più traccia.

Vittorio Aimati

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close