Carlo Magno

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Imperatore, quale è stata la sua principale risorsa?

“Contrariamente a quanto avveniva nella tradizione merovingia, noi sovrani della dinastia carolingia, desideravamo che la Chiesa esercitasse una più larga influenza nella vita dello Stato. E forse proprio questa iniziale alleanza tra Monarchia franca e Papato è la migliora risorsa su cui ho potuto fare affidamento”

L’impero carolingio si estese a vista d’occhio…

“Io avevo una personalità eccezionale. Questa contribuì notevolmente al superamento del particolarismo all’interno, nell’espansione della monarchia franca verso il mondo germanico e nella lotta contro gli arabi di Spagna. Il mio regno iniziava dai confini franco-spagnoli, arrivava in Italia fino sotto a Roma, raggiungeva e superava Salisburgo a Sud e Colonia a Nord”

Il suo spirito bellicoso emerse ancor prima della sua incoronazione ad imperatore.

“Lei mi offende. La mia politica non fu mai ispirata da un piano di conquista o di restaurazione imperiale, ma dalla necessità di difendere il regno franco e di proteggere i territori di confine dalle razzie degli altri popoli, rispettando quelli che erano gli usu di questi ultimi. Le faccio un esempio. Nel 772 condussi una spedizione contro i Sassoni, che con il loro capo Vitikingo difesero valorosamente la loro indipendenza. Nel 785 riuscì a spuntarla. Imposi la loro conversione al cattolicesimo ma rispettai le loro leggi e le loro consuetudini. Anch’io in tutti i modi ho avuto i mei brutti momenti. Penso che tutti conoscono  Roncisvalle: lì salvammo il grosso dell’esercito solamente per l’enorme sacrificio del paladino Roland. Subito dopo ci rifacemmo e sconfiggemmo i musulmani spagnoli. La letteratura francese è cominciata proprio lì con la Chanson de geste” 

A proposito di letteratura. Mi pare che lei imperatore si sia mosso sempre pensando che la Cultura in generale fosse la molla per far crescere il popolo.

“Sotto il mio regno ci fu una rifioritura culturale. Instituii la Schola Palatina che riunì uomini di eccezionale caratura culturale: Alcuino, Paolo Diacono, che scrisse la storia dei Longobardi, Pietro da Pisa, Paolino d’Aquileia e molti altri. Scuole furono istituite per mio ordine  in tutte le cattedrali e in tutti i conventi”

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Come viveva la sua gente all’epoca?

“Certamente meno bene di oggi. Per questo cercai di favorire l’incremento della produzione del commercio. Protessi la comunità di Ebrei che gestivano gli scambi internazionali e cercai di riformare, riuscendovi, il sistema monetario”

Insomma, è stato un benefattore.

“Giudicate voi. Anche se chi, come me, esercita il potere con le guerre non è mai un benefattore. Diciamo che ci sono uomini peggiori di me, ma anche migliori Succede come oggi: ci sono grandi uomini che esercitano la loro grandezza con spirito onesto e giusto, e vi sono quelli che esercitano la loro piccolezza con invidia e cattiveria.

 

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