Papa Giovanni XXIII

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Santità, la sua vita da bambino non fu proprio pervasa da uno spirito cristiano.

Lei, caro Aimati, si riferisce senza dubbio a quella volta che staccai il cavallo di un carrettiere facendolo quasi ammazzare, o quell’altra volta che mi dimostrai parecchio saccente con i miei amici di classe…”

Mi riferisco a quella ingiustizia….Ah si! Fui punito erroneamente ed iniquamente per una colpa non commessa ed allora feci bene a stracciare l’ordine di ritirarmi dagli studi scritto dal rettore. Conteneva una falsa verità dei fatti.”

Insomma, non era molto umile. “anche abbastanza somaro, vista la mia pagella ricca di quattro”.

Lei è passato per il Papa forse più modernista, anche se all’inizio della sua vita ecclesiastica rifiutava tale movimento.

Ero molto scettico a dire il vero. Ernesto Bonaiuti e Romolo Murri rappresentavano queste tendenze di modernismo. Vi era un modernismo dogmatico-filosofico, imperniato sul concetto dell’evoluzione del dogma, e vi era un modernismo storico, intento a ricostruire le reali aspettative delle primissime generazioni cristiane. Vi era, infine, un modernismo politico che vagheggiava la conciliazione, se possibile, con il socialismo. Certo che la Chiesa, come scrisse il Fogazzaro ne Il Santo, era pervasa da una crisi religiosa e necessitava l’impellenza di una riscossa dei credenti”.

Santità, il suo pontificato, sebbene sia durato molto poco ha lasciato un segno incancellabile.

Nicola Adelfi su La Stampa del Maggio 1964 disse che rappresentavo, nonostante tutti mi amassero, un vero scandalo. Questo perché scesi in mezzo alla gente, parlando con modestia e cordialità, innescando, quindi, un’oscenità, visto che il Papa doveva essere qualcosa di remoto di quasi astratto. Forse proprio per questo ho lasciato il segno”.

Il Concilio?

Fu un’idea del Cardinale Tardini. Anche quella suscitò le ire di molti conservatori. In Francia non mi presero sul serio: <<Lasciamo stare i sogni di un vecchio – dicevano. L’ala conservatrice del collegio cardinalizio parlò addirittura di colpo di stato. Mi accusarono di socialismo. Pensi Aimati, cosa accadde quando Kruscev si avvicinò al Vaticano o quando il genero e la figlia vennero a trovarmi. Si parlo di Comunismo clericale”.

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Santità, cosa pensa dell’attualità e del Papa?

“E’ un gran Papa. Ha i mezzi per viaggiare e lo fa. Pensate a quante critiche ho ricevuto io. Piuttosto mi preme sottolineare la situazione grave che esiste nel Mondo. Io che avrei voluto il povero meno povero ed il ricco meno ricco, guardo al Mondo con tristezza. Il povero è maggiormente povero e i potenti sono ancora più forti. Credevo che trascorsi trent’anni le menti umane fossero più evolute e pensassero alla pace. Mi accorgo, invece, che la mia Pacem in Terris oggi sarebbe attualissima. Anche se noto alcuni sforzi per la pace, soprattutto da una parte, ma sto zitto a dire quale, altrimenti mi criticherebbero anche qui su”.

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