Tutto ci aspettavamo ma non una Legge contro le Donne

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Il testo, davvero maschilista, di una proposta di Legge firmata dalla Lega sta per arrivare al Senato. È  una norma che tratta  il Diritto di famiglia, e nello specifico vorrebbe riformare l’affido condiviso. Stamattina ne parlano gran parte dei giornali, e tutti – persino quelli vicini la Lega – ne parlano come un testo che punisce le madri favorendo i ricchi. Una delle più  note avvocate italiane, Annamaria Bernardini de Pace, descrive il testo come “Assurdo, maschilista, anticostituzionale”. Secondo l’avvocato De Pace “La legge è  stata voluta dai padri separati, come risposta a una giurisprudenza che nelle separazioni e nei divorzi ha favorito le donne”. Ditelo, di questo favoreggiamento a quella mia amica che continua a prendere le botte dal marito, con cui si è  separata da qualche tempo, e che, avendo un figlia in comune con questo tizio, deve sopportare gli assalti e le escandescenze di tale figuro, senza che alcuno, giustizia compresa, ponga un freno a tali malefatte. Ditelo, di questo favoritismo per le Donne, a quella Signora che ne ha subite tante dal suo ex, talmente tante che prima è  finita in pronto soccorso, poi in ospedale, quindi al cimitero.

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La nuova legge dovrebbe – secondo chi l’ha scritta – riequilibrare, in nome del benessere dei minori, i ruoli dei genitori dopo le separazioni. Ruoli, secondo l’ideatore del testo, oggi sbilanciati a favore delle donne, a tal punto che i Papà sono ridotti a padri-bancomat. Quindi per evitare questo, la nuova legge, come punto fondamentale, sancisce la scomparsa dell’assegno di mantenimento per i figli. Significa, in parole più  semplici, che ad ogni genitore spetterà metà del sostegno dei figli. Diciamo che la misura sarebbe equa se i redditi fra uomo e donna fossero simili, ma la realtà  italiana tratteggia un altro tipo di panorama, quello in cui la Donna che lavora è  pagata sempre molto meno dell’uomo, o quello che l’occupazione femminile non supera il 49%. Con quali mezzi una madre che non ha lavoro potrà  sostenere la vita dei figli, quando il giudice stabilirà  i giorni che spettano all’uno o all’altra? Quest’ultima come farà a campare il figlio o i figli senza l’assegno di  mantenimento? La legge, tra l’altro, appare anche un tagliola nei confronti di tutte quelle donne che subiscono le quotidiane violenze dai mariti, causa principale oggi per una separazione. Ma il testo siffatto porterebbe le donne con modeste entrate ad essere impossibilitate a chiedere la separazione, costrette a sopportare ancora e ancora le angherie di mariti violenti.

Vittorio Aimati

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