Lui era mio Padre

IL MIO RICORDO A UN LUSTRO DALLA SUA SCOMPARSA

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Oggi, cinque anni fa, se ne andava il Cielo (ne sono certissimo) mio Padre. Ho tante volte parlato di lui, l’ho fatto a chi non lo conosceva o lo conosceva poco, però non ho mai scritto. Mai! Sapete è difficile tenere a bada le emozioni quando si parla e si scrive di una persona a noi cara, è difficoltoso non parlarne nè scriverne senza cadere nei luoghi comuni e nella banalità del sentimento. Poi mi sono detto che un sentimento non è mai banale, ne lo è esprimerlo, e i luoghi comuni, qualora fossero evidenti, sarebbero perdonati.

Mio padre era (è) Romano Aimati. E’ morto il 16 Luglio 2014. Era nato in questa Città il 26 Aprile 1934. Suo padre era Remigio, figlio di NN, conosciuto da tutti come Orderiggi e come il più bravo muratore che c’era in circolazione. La madre di mio padre si chiamava Letizia e dentro il nome raccoglieva tutte le sue qualità. Una Donna meravigliosa, che a ventotto anni aveva già quattro figli maschi, poi arrivarono altre due splendide figlie. Romano, mio Padre, era il primo, poi vennero Renzo, Antonio, Gabriele, Assunta e Mirella.

A 18 anni, Romano, dopo una giovinezza spensierata, passata tra i banchi di scuola e con amici che ha stimato e a cui è stato molto legato fino alla fine dei suoi giorni, ha deciso di vestire la divisa dell’Aeronautica militare, all’epoca l’arma più giovane fra quelle presenti sul nostro territorio. Io non ho mai ben compreso la ragione per cui Romano decise di vestire l’azzurro del cielo, eppure sono il figlio e avrei dovuto saperlo non soltanto immaginarlo. Non l’ho mai chiesto, proprio perchè intimamente immaginavo di conoscere la risposta. Ho sempre pensato che l’Aeronautica militare fosse il corpo più in vista, affascinante e suggestivo, libero perchè riguardava il cielo e il volo. Allora tutte queste cose fenomenali le associavo a mio padre, perchè, pur con i difetti di un padre (tutti i genitori ne hanno per i figli) io lo consideravo, e tuttora lo penso, come un uomo libero nel modo di essere e di pensare, libero come un uccello che vola da un luogo all’altro, come un aereo appunto. Era un marconista operatore di bordo. Da giovane volò tanto. Di stanza all’inizio a Caserta si spostò poi a Cagliari, quindi a Roma e infine all’aeroporto di Ciampino. Finì il suo lavoro il 31 Dicembre 1991, quando andò in pensione.

Non ho mai voluto riconoscerlo, ne lo farei oggi, ma tante volte ho cambiato le mie idee ascoltando quelle di mio padre. In questo senso è stata una guida vera, un timone indirizzato sempre verso le giuste direzioni, e non me ne vergogno perchè so che, pur avendo studiato molto più di lui, pur partecipando alla vita sociale del paese, pur conoscendo i risvolti nascosti della vita, lui riusciva sempre a darmi i giusti consigli, così come deve essere tra un padre e un figlio, sempre, in tutti i casi.

Non sarei stato bene se avessi reputato Romano vecchio, con idee antiquate, lontano dalla mia vita. Credo che rimarrà sempre il punto di riferimento prioritario della mia esistenza. E’ chiaro che mi stancavano i suoi rimbrotti, le sue critiche, a volte feroci, nei confronti del mio operato, però, per me, resta l’unico essere da imitare, in tutti i sensi, e non so proprio se ci riesco e questo mi duole molto.

Il suo carisma era fuori dal Comune, la sua autorevolezza era proverbiale, sapeva parlare e discutere di ogni argomento, perché sapeva discernere ogni situazione e la sapeva valutare con profondo senso critico, anche quello che riguardava lui o la sua famiglia. Aveva una risposta per tutto, e un consiglio per tutti.

Non è mai stato legato alle imposizioni, non ha mai sopportato le ingiustizie, ha lottato per far valere i diritti delle persone più deboli, non aveva paura alcuna di confrontarsi con chiunque. Ha vissuto sempre a testa alta, non chinandola nemmeno di fronte alla malattia che in pochissimi mesi lo ha reso inerme.

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Ci sono uomini e donne che, evidentemente, segnano la vita di ognuno di noi: è facile dirlo di un genitore, appare anche molto scontato, eppure quando questi personaggi si palesano la loro influenza è talmente irradiante che quelli che li circondano ne traggono benefici. Io ho tratto notevoli benefici dalla vita di mio padre, e lo imito, non me ne vergogno a confessarlo, ma l’imitazione pur anche fosse perfetta è sempre un’imitazione. Ringrazio Dio, però, che mi ha permesso di condividere mezzo secolo della mia vita con Lui: è stato un privilegio assoluto e ne vado orgoglioso. Grazie per tutto Papà.

 

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