E’ morta Marisa Velli, madre di Alfonso De Angelis. Fondamentale la sua esistenza nella vita del Centro Storico

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Per uno come me, che ama la storia del Paese di Artena e che ne ha raccontato vicende, storie, donne, uomini e fatti, la morte di Anna Maria – Marisa – Velli, rappresenta la fine di un’epoca. Marisa, madre del dottor Alfonso De Angelis, presidente del Consiglio Comunale di Artena e medico stimato, e di Emma, ha vissuto per l’intera sua vita nel Centro Storico di Artena, ne era parte integrante, oserei dire fosse uno dei vessilli del Borgo Antico di Artena. La parola più giusta è: Istituzione. Scrivere di una Donna così forte in tempi in cui gli uomini sono così deboli, può sembrare un controsenso, eppure è quello che evoca la presenza di Marisa nel Centro Storico di Artena: la forza, il coraggio, la determinazione, l’autorevolezza, la Mamma amorevole e consigliera. Aneddoti che ha raccontato il parroco don Franco durante la Messa del suo funerale hanno ben descritto la vita di Marisa. “Era l’unica – ha detto il Sacerdote – che poteva permettersi di rimproverare don Amedeo Vitelli, che chi ha conosciuto sa quanto fosse autorevole e carismatico nella sua figura”. Questo non fa che avvalorare la mia convinzione e cioè che Lei, insieme a Don Amedeo, erano fra le colonne portanti, erano il fulcro su cui girava la dinamica vita del centro storico. Senza dimenticare il maestro Panfili “Maccarone”, che oltre alla scuola, quella buona davvero, aveva una bottega di generi alimentari. La morte di Marisa mi permette di ricordare Lei, evidentemente, ma anche altri personaggi che hanno fatto la storia di Via Maggiore e di Crognalito, persone, esseri umani che si sono prodigati affinchè la loro vita fosse messa a disposizione degli altri, e questo concetto che nel 2018 dovrebbe essere di una assoluta normalità, invece  è oggi fonte di contrasti disumani. E’ proprio vero: chi c’era prima di noi era molto migliore di noi, e, soprattutto, era animato da un progetto futuro che aveva come fine ultimo l’aggregazione.

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Ho piacere a ricordare Marisa, a come l’ho conosciuta, alla sua innata bontà, al suo saper essere elemento di sostegno per le tante donne del Paese che a Lei si rivolgevano anche per i più futili dei consigli, ma che Lei sapeva donarti, magari accompagnandoli con una carezza.

Un’ultima annotazione mi sembra doverosa e che è stata sottolineata anche da Don Franco che ha chiesto al Sindaco, presente ai funerali di Marisa, che l’uscio di casa De Angelis (cognome del marito) rimanesse sempre aperto per ordinanza del primo cittadino. E’ chiaro che è stata l’estremizzazione di un sentimento di condivisione che ha sempre animato la spirito della cara Marisa.

 

 

Vittorio Aimati

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