Il M5S e i rimborsi. Genitori fasulli. Carneficine americane

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(18/02/2018) –  Non sono mai stato un grande ammiratore del M5S, ne credo le sarò mai. Non mi piacciono quelli che si nascondono dietro al vessillo dell’unicità: siamo gli onesti, siamo i lavoratori, siamo i corretti, siamo gli intelligenti, e così via con altre presunzioni che ingenerano una situazione che se sei contro di loro – politicamente parlando – devi essere per forza disonesto, corrotto, menefreghista, cinico, inetto, ecc.
Detto questo desidererei soffermarmi sull’ultima vicenda che ha visto coinvolti i parlamentari del movimento, quella, per intenderci, dei rimborsi. La vicenda dimostra due cose. Prima: l’Italia è l’unico paese dove vengono mosse critiche feroci a persone che fanno ciò che promettono. Mi spiego meglio. Questi signori hanno dichiarato apertamente di restituire parte del loro compenso parlamentare e lo hanno fatto. Non importa se ne hanno restituiti pochi o tanti, se il “grosso” dello stipendio se lo sono tenuto. Importa, invece, che sono gli unici che lo hanno fatto! Ma la vicenda dimostra la seconda cosa: che l’unicità non esiste, dimostra che l’onesta come la corruzione, albergano in tutti gli schieramenti politici, in tutti i gruppi, in tutti i luoghi di lavoro, fra tutte le professioni. Non c’è, cari amici del M5S, il mito dell’onestà (purtroppo), almeno non esiste nel vostro interno così come non esiste da altre parti. Ci sono solo gli uomini, ed è nella natura dell’uomo (dell’Italiano nello specifico) essere cialtrone, lestofante, manigoldo, farabutto.
Vi serva da lezione per non sbandierare ai quattro venti la vostra unicità e la vostra presunzione.

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Le recenti notizie che arrivano dalla scuola italiana mi hanno fatto rabbrividire. Testimoniano, amici miei, di come si stia precipitando in una deriva di immoralità e di assoluta follia. Scolari che picchiano professori, e lo fanno con il sostegno dei genitori. Ma anche genitori che randellano professori, rei, secondo questi nuovi pazzi dell’umanità, di aver maltrattato i figli o con un rimprovero o con un voto basso.
Credo davvero che il problema italiano non risieda nella crisi economica o nelle polemiche elettorali e di partito. Ma non risiede certamente nemmeno nell’Europa troppo dura con noi, o nel dilagante razzismo o ancora nei rigurgiti fascisti e xenofobi degli ultimi tempi. Il problema italiano è rappresentato da questi genitori fasulli che sanno insegnare ai loro figli solamente il mito dell’arroganza, della presunzione, dell’unicità (rieccola), dell’intolleranza. Sono genitori che conoscono solo il loro smisurato ego, e non riconoscono, a torto, le autorità e le istituzioni, oserei dire che non riconoscono le leggi. A loro e ai figli tutto è dovuto. Non hanno il senso della solidarietà, della comunanza, della collaborazione, della sensibilità, della fraternità. Non hanno il senso del dolore e della disperazione, che ti fanno soffrire ma che in assoluto ti maturano e ti rendono uomo e libero. Il loro credo è la boria e la prosopopea, l’assoluta mancanza di rispetto per gli altri. Questi sono moti genitori di oggi che allevano figli che saranno genitori domani. E questo è davvero un problema!

Scuola - Istruzione
Studenti Liceo Prati
AgF Bernardinatti Foto

Per ultimo mi soffermo sull’ennesima sparatoria tragica accaduta in America. In Florida sono morti diciassette ragazzi, uccisi da un loro coetaneo molto vicino a gruppi suprematisti. Per il presidente USA le armi non sono un problema, piuttosto punta il dito contro i professori e contro gli studenti stessi, e tra gli oppositori di Trump non c’è chi osa, in maniera concreta, di parlare di una legge per contenere il possesso delle armi, temendo di perdere voti nei settori di popolazione allergiche ad ogni forma di controllo in riferimento alle armi. Ma intanto la gente muore!
(Vittorio Aimati)

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