Donne discriminate, ma forti e resilienti

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Oggi voglio parlare di Donne. Voglio parlare delle Donne stuprate e di quelle rapinate. Voglio parlare delle Donne maltrattate, molestate, sconfitte, ma anche di quelle vincenti, nobili, sensibili, determinate. E voglio parlare di Donne che sono allo stesso modo violate ma libere, picchiate ma resilienti, Donne, cioè, capaci a far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, e di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre.

Ne conosco una particolarmente resiliente: battuta, traumatizzata, scioccata, ha sempre saputo persistere nel suo cammino, fronteggiando in maniera davvero efficace la difficoltà e gli eventi terribili che le si sono posti di fronte. E’ l’esempio di come una Donna sia capace a non perdere comunque la speranza, e di fronte a frustrazioni e sconfitte si pone come una tigre a difesa dei cuccioli. Questa Donna si sta reinventando, è più forte, è più coraggiosa, è più saggia, è – in una sola parola – migliore.

Quanto desidererei, ad esempio, che questa Donna fosse modello per tutte quelle picchiate, violentate, stuprate, cancellate dall’acido, e quasi sempre per colpa di uomini che sono consapevoli su chi attaccare, perchè lo scopo è quello di ottenere il controllo sulle azioni, sui pensieri e sui sentimenti del partner. Uomini che odiano le Donne perché hanno aspettative su chi deve comandare, e qualsiasi meccanismo è valido per forzare la sottomissione altrui. Uomini che gettano la colpa della violenza alla Donna perché, vigliaccamente, non accettano la responsabilità delle proprie azioni.

Ma non crediate che le nefandezze sulle Donne vengono perpetrate solo da parte di mariti o fidanzati spietati e crudeli. No!

Pensate che una recente ricerca ha dimostrato che tutte le donne che lavorano nel Mondo vengono pagate il 23 per cento in meno e questo in tutti i settori e in tutti i Paesi. Eppure lo studio dice che in 93 Nazioni le Donne hanno una istruzione uguale o superiore all’uomo. E’ stato – ed è – il più grande furto della storia come lo ha definito una Consigliera dell’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere.

E’ una continua sottrazione dalla tasche delle Donne in rapporto a quanto viene pagato uno stesso lavoro ai colleghi maschi. Un solo Paese ha stabilito la parità salariale, e lo ha fatto solo dallo scorso 1 Gennaio. Si tratta dell’Islanda che ha recepito per prima la direttiva ONU che intende portare la completa parità salariale entro il 2022.

In Italia il dato sui salari è davvero impressionante. Nello specifico, nel 2017, il nostro Paese è scivolato al 82° posto per “gender gap”, questo soprattutto a causa della scomparsa delle figure femminili nel panorama politico e parlamentare.

Poi, e chiudo, ci sono notizie (due) che aprono il cuore (anche se una parla di un evento luttuoso) e sono riferite a Donne.

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Liliana Segre è stata nominata dal Presidente della Repubblica Senatrice a vita. Ai tanti cretini da social che hanno criticato la scelta, parlando senza sapere ciò che dicevano, vorrei ricordare che la signora Segre è stata una delle Donne il cui impegno nella guerra di Liberazione è stato immenso. La sua vita è testimonianza affinchè quello che è accaduto ottanta anni fa non si ripeta e soprattutto non venga mai sepolto dall’indifferenza. La nomina a Senatrice a vita della Segre è stato un chiaro segnale che il Presidente Mattarella ha voluto inviare, proprio in questo periodo dove rigurgiti fascisti e xenofobi sembrano nuovamente vivi e violenti.

Carla Marangoni

L’altra notizia al femminile riguarda Carla Marangoni. Questa signora è morta a 103 anni la scorsa settimana. Ne parlo perché Carla Marangoni era la più antica testimone olimpica vivente. Aveva conquistato la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Amsterdam nel 1928. I primi giochi aperti alle Donne. Insomma, una pioniera in tutti i sensi. Fu la prima Donna italiana a conquistare un medaglia, ma fu anche la prima Donna italiana ad avere la patente. E la sua vita è stata un inno alla libertà, all’indipendenza, all’emancipazione.

Vittorio Aimati

 

Un pensiero riguardo “Donne discriminate, ma forti e resilienti

  1. Tamara Buttaroni 25 gennaio 2018 — 14:08

    Bellissimo articolo, molto interessante. Tanti spunti per riflettere care donne e cari uomini…

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