Non scomodate la “pietas” per il ritorno del re

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Ho letto con raccapriccio l’articolo a firma di Vittorio Begliuti sulla  pagina del giornale di Sabato 23 Dicembre scorso La Nuova Tribuna dei Castelli: “la storia non si…”, a favore del ritorno di Vittorio Emanuele III e della consorte in Italia. L’imbarazzo cresceva man mano che leggevo l’articolo, fino ad avere un sussulto quando ho letto la parola “pietas”, una parola “che dovrebbe alloggiare in tutti noi….” – dice l’articolista.

Spero vivamente che tutti coloro che auspicano “pietas” per i reali di casa Savoia, possano fare ugualmente per le migliaia di profughi che attraversano il Mediterraneo, o per quelli che davvero soffrono una condizione di miseria, di difficoltà e di bisogno

Non potete chiedere “pietas” per Vittorio Emanule III e fregarvene ampiamente davvero dei più disagiati.

E poi di chi parliamo? Di un re che ha sostenuto il fascismo, che è stato il peggior momento dell’Italia unita, il momento antidemocratico per eccellenza. Un re che ha firmato le leggi razziali, quelle che dicono che un Ebreo è diverso da un Ariano; o che un nero e inferiore a un bianco. Un re che è fuggito dopo l’otto Settembre 1943, abbandonando la nave (molto di più di Schettino, ve lo ricordate?), senza aver dato alcuna disposizione all’Esercito, che è finito allo sbando. La fuga provocò in dieci giorni rappresaglie durissime da parte dei Tedeschi e ventimila morti, oltre a 800 mila soldati fatti prigionieri.

Questo è il nostro passato, non altri! Un passato, che racconta, inoltre, di un re, definito “buono” di casa Savoia, che diede la medaglia d’oro al generale Bava Beccaris che nel 1898 bombardò i cittadini di Milano che stavano dimostrando per la fame!

Non mi parlate quindi di “pietas”: usate un altro termine per giustificare il vostro favore al ritorno di questi re. La “pietas” lasciatela davvero per chi è morto o muore per un ideale, per chi scappa dalla guerra e non ha nulla, per chi ha fame, per chi nasce senza il diritto di essere della Nazione in cui è nato, per chi alberga negli ospedali, nei manicomi, nelle case di riposo, nelle Chiese, nei campi profughi, negli occhi di un bimbo malato o in quelli dei suoi genitori. Non me ne frega niente se siete favorevoli al ritorno del re, ognuno è libero di avere l’opinione che più gli aggrada, ma non scomodate la pietà per motivare la vostra opinione.

Vittorio Aimati

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